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I formati della pellicola

Con la dicitura formato della pellicola si intende in cinematografia la sua dimensione trasversale o larghezza, espressa in millimetri. Abbiamo dunque i formati 35 mm, 16 mm e 70 mm.

IL FORMATO 35 MM.

Nella cinematografia professionale il formato più diffuso e largamente usato è il 35 mm (detto anche formato standard o 35). Come dice il nome, si tratta di una pellicola larga, appunto, 35 mm.
L'utilizzo del 35 mm risale al 2 agosto 1889 da parte di Thoas Alva Edison, che ne commissionò una certa quantità al produttore George Eastman. Anche i fratelli Lumiere fecero uso dello stesso tipo di pellicola, che da allora in poi venne generalizzato per il cinematografo.

IL FORMATO 16 MM.

L'invenzione del 16 mm è avvenuta negli Stati Uniti nel 1923 con lo slogan "aprire al dilettante il campo meraviglioso della cinematografia animata". Ma poi, grazie ai progressi tecnici legati al suo largo uso, il 16 mm giunse a poter competere col 35 mm sia come diffusione che come rendimento. Per esso esistevano catene di produzione e circuiti commerciali e di distribuzione dedicati, arrivando anche a primeggiare sul 35 mm nel campo della didattica e soprattutto del documentario scientifico, per la migliore maneggevolezza degli apparati di ripresa allorchè si trattasse di registrare esplorazioni difficili o documentari girati in ambienti ostili.
Oggi il 16 mm sta conoscendo una involuzione, e può capitare di usarlo soltanto nelle proiezioni estemporanee in scuole o fiere, o nei cineclub.
La pellicola 16 mm è dunque più stretta, con una perforazione per ciascun fotogramma in lunghezza (cosa che elimina il problema del fuori quadro) e può presentare la perforazione su un lato solo oppure tutti e due (vedi figura, in cui una serie di perforazioni è tratteggiata).
Sebbene esistano proiettori per 16 m a croce di malta, è più facile trovarne con un sistema di avanzamento detto "a griffe": ferretti a guisa di ganci posizionati perpendicolarmente al piano della pellicola, che compiono un movimento in avanti e verso il basso -nel quale impegnano la o le perforazioni della pellicola- e che poi si sganciano ritornando indietro e riportandosi verso l'alto per ricominciare il movimento con il successivo fotogramma.

IL FORMATO 70 MM.

Si tratta di un formato stampato su una pellicolona di larghezza doppia rispetto al 35 mm, per proiezioni nelle quali si voglia esaltare al massimo la qualità della fotografia: infatti la definizione dell'immagine nel 70 mm, è assai superiore al 35 mm poichè la quantità di emulsione è doppia, a tutto vantaggio della nitidezza dei dettagli.
Il formato 70 mm, detto anche TODD-AO, richiede proiettori particolari, laddove gli organi di trascinamento e tutte le parti che accolgono la pellicola, nonchè gli obiettivi e i mascherini, devono evidentemente, essere tarati su di una pellicola larga il doppio del normale; esistono proiettori cosiddetti bistandard i cui rocchetti, svasati e con due "piani" di dentini, sono in grado di ospitare sia il 35 che il 70 mm.

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