Ricerca  ::  E-mail  ::  Amministrazione   
Home
Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Rudimenti
Il Patentino
I Test
Il locale
Elettrotecnica
Il Proiettore
 
 Utenti on-line
5 user online
5 utenti in:
Pile e batterie

La pila è un generatore di corrente, un oggetto che dunque può causare il passaggio di corrente in un circuito.
La prima pila fu inventata da Alessandro Volta che, sovrapponendo dischetti di zinco e rame immersi in un elettrolita (soluzione di acido solforico diluito) ottenne il fenomeno per il quale, grazie ad una reazione di natura elettrochimica, la pila è in grado di sviluppare continuamente cariche elettriche ai suoi poli.
L'elettrolita, infatti, ha la proprietà di sottrarre cariche allo zinco per cederle al rame, così che, al polo collegato al primo disco di rame, si trovano concentrate le cariche positive (polo +), mentre, al lato opposto, in corrispondenza con l'ultimo disco di zinco, si concetrano le cariche negative (polo - ).
Ai due poli, positivo e negativo, può dunque essere collegato un apparecchio utilizzatore che viene alimentato da corrente e quindi funziona.

ACCUMULATORI (BATTERIE)

Come dice il nome, un accumulatore è un apparecchio capace di accumulare una certa quantità di carica (fase di carica), e quindi di rilasciare energia elettrica all'occorrenza (fase di scarica).

L'accumulatore consiste di una scatola, di solito in plastica, riempita di un liquido elettrolitico, nel quale sono immerse delle piastre di piombo. Si faccia conto di vedere delle batterie per automobile, o meglio, da camion.
Il principio di funzionamento è piuttosto complicato.
Dal punto di vista strutturale, l'accumulatore "classico" può essere descritto così: due elettrodi di piombo sono immersi in un liquido elettrolitico e funzionano da poli, positivo e negativo, che possono essere collegati al circuito da alimentare oppure ad un circuito da cui venire alimentati.

Quando l'accumulatore funziona da generatore ed eroga corrente (continua), questa esce dal polo positivo e ritorna dal polo negativo (sappiamo però che si parla di cariche positive per convenzione, in realtà ad entrare sono le cariche negative, gli elettroni, e quindi tutto il discorso andrebbe fatto alla rovescia!).

ELETTROLISI

l'accumulatore accumula elettricità proveniente dalla rete, è quindi costantemente tenuto nella possibilità di essere alimentato dall'esterno grazie a un apparecchio detto, guarda caso, "carica-batterie".
La restituzione dell'energia elettrica da parte dell'accumulatore avviene mediante la produzione di una corrente diretta in senso inverso a quello di carica; la polarità dei morsetti di un accumulatore non viene invertita nel passaggio dalla carica alla scarica.
Nella fase di carica il polo positivo dell'accumulatore è quello collegato al polo positivo del generatore, da cui entra la corrente .
Nella scarica invece l'accumulatore funziona come un generatore e il polo positivo è quello da cui esce la corrente elettrica (lo stesso coinvolto nella fase di carica).
In ogni caso, i morsetti degli accumulatori vengono contrassegnati dai segni + e - (anodo e catodo), e si mantengono tali.


La figura illustra il doppio funzionamento dell'accumulatore.
Nel primo caso, l'accumulatore si trova in fase di carica, e viene perciò alimentato da un generatore.
Nel secondo caso l'accumulatore funziona da generatore, e lungo il circuito si trova inserita una lampadina.

 

Si dice che gli accumulatori sono dei generatori elettrochimici di energia elettrica perchè quando erogano corrente, nella fase di scarica, l'energia chimica disponibile grazie all'elettrolita si trasforma in energia elettrica per via di certe reazioni elettrochimiche. Naturalmente, nella fase di carica avviene l'inverso, l'energia elettrica ricevuta dalla rete viene immagazzinata, attraverso reazioni elettrochimiche, sottoforma di energia chimica, sempre grazie all'elettrolita.
Per inciso, l'elettrolita è una sostanza che si presenta allo stato fuso oppure in soluzione (stemperata in acqua distillata) le cui molecole possono essere immaginate come ioni, ovvero particelle con carica elettrica.
L'elettrolita può essere acido, basico o salino, ma consiste sempre in una soluzione di acqua distillata e altre sostanze chimiche (acido solforico, potassio, etc...) che reagiscono con gli elettrodi nei processi elettrolitici (cioè di elettrolisi).
Quando il liquido elettrolita è sollecitato da un passaggio di corrente, nella fase di carica o scarica dell'accumulatore, le particelle negative (anioni) si portano all'anodo (che ha carica positiva) e gli cedono elettroni, trasformandosi in particelle neutre. Analogamente, sotto l'azione del campo elettrico, gli ioni positivi (cationi) migrano verso il catodo (che ha carica negativa), acquistano elettroni e neutralizzano la loro carica.
Nel frattempo, le sostanze chimiche dell'elettrolita si combinano con il piombo degli elettrodi; per esempio, ecco la trasformazione elettrochimica in un accumulatore con gli elettrodi di piombo (Pb) tra cui uno ossidato (PbO2) ed elettrolita a base di acido solforico (H2SO4):

Il piombo dell'elettrodo positivo subisce un'ossidazione nella fase di carica (ossido di piombo) e una riduzione o "metallizzazione" in quella di scarica; il polo negativo si comporta sempre all'opposto del positivo, formando reazioni inverse e corrispondenti.

 
La pellicola
Il Sonoro
Ottica
La Proiezione
 
Home :: Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Webmaster: Webcortes info@proiezionisti.com    
Copyright © 2001 Proiezionisti.com                                                                                                                 Sito ottimizzato per una risoluzione 800 X 600 px