| Ho iniziato il mestiere
(non quello più antico) nel '94 in un cinema di Bologna;
un seconda visione che in quegli anni andava famoso per fare
una programmazione a rassegna per la quale si faceva una tessera
e si vedevano otto film a otto mila lire…
L'iniziativa è stata un mito dell'ambiente studentesco
di quegli anni. Ha avuto talmente tanto successo che l'anno
prima, per la gran folla, è sprofondato il pavimento
e qualche spettatore ne è uscito un po' contuso.
Le maschere erano persone anziane e non proprio prestanti,
ma il Gestore li chiamava "i miei ragazzi".
Anche la cabina era all'altezza della situazione, con due
vecchi fedi con lanterne a carboni riadattate a lampada, collegate
entrambe a un unico raddrizzatore.
Però c'era il calorifero. Affiancato al proiettore
2.
Una sera, strusciando contro, appunto, al calorifero, è
saltata via la valvola di sfiato e uno zampillo d'acqua calda
ha cominciato a uscire a getto: bello deciso in direzione
dello sportello di proiezione della macchina 2. Naturalmente,
stava finendo il secondo tempo...
Ho fatto appena in tempo a tapparlo con la mano, d'istinto.
Non mi sembrava igienico annaffiare il proiettore proiettante,
così sono rimasta lì, cercando di non mollare
la presa.
Con la mano incollata al calorifero non potevo muovermi nè
fare niente, e già mi immaginavo di dover restare lì
per sempre, dimenticata da Dio, dagli uomini e soprattutto
dai "ragazzi" del gestore.
Il citofono stava sulla parete in angolo, avanti qualche metro.
Allora ho manovrato nel seguente modo:
spaccata verticale stile Heather Parisi ai tempi d'oro, per
portare il piede all'altezza della mano e quindi della valvola
del calorifero;
Pestaggio della mano con la scarpa e contemporanea estrazione
dell'arto da sotto con conseguenti escoriazioni, allo scopo
di non lasciare filtrare goccia d'acqua alcuna;
mantenimento della chiusura ermetica col piede e tentativi
da funambolo per vedere se l'equilibrio instabile che mi ero
prefissata fosse possibile nei parametri delle nostre leggi
fisiche;
spaccata orizzontale stile Can Can con saltellamenti tipo
Lago dei Cigni in direzione del citofono, sempre mantenendo
la falla tappata con la scarpa;
Conquista del citofono e tiramento di Madonne.
Volevo chiedere aiuto a uno dei "ragazzi" di servizio
quella sera. Ho suonato, e dopo un bel po' ho ottenuto un
"si" strascicato di risposta.
Gli ho detto: "senta, ho bisogno d'aiuto, il calorifero
perde acqua..." Lui ha ribattuto prontamente: "non
tocca mica a me tirar su l'acqua, il secchio e lo straccio
sono lì nel bagno, e non importa mica che io faccia
le scale, può prenderli anche lei!"
C'è voluto del bello e del buono per spiegargli la
situazione, finchè è venuto ad aiutarmi.
Proiezionisti in ascolto, diffidate dei caloriferi, delle
finestre e di tutti gli elementi della cabina non strettaente
legati all'impianto di proiezione: sebrano innocui ma non
lo sono, e prima o poi ve lo dimostreranno.
La prossima volta vi racconterò di cosa è stata
capace una presa d'aria corredata di aspiratore...
Elena
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