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caricamento del proiettore consiste nel posizionarvi la pellicola
facendola passare negli organi di trascinamento e nello sportello
di proiezione.
Bisogna ricordarsi due regole "generali": nessun
rotismo è inutile e perciò la pellicola, in
un caricamento corretto, dovrebbe impegnarli tutti (fanno
eccezione i rulli di alcuni dispositivi di lettura del sonoro).
Altro accorgimento è quello di caricare il proiettore
cercando di non fare mai toccare a terra la pellicola; quest'ultima,
infatti, si carica facilmente di elettricità statica,
attirando corpuscoli di polvere e sporcizia che rimangono
irrimediabilmente attaccati ad essa.
A proposito di rulli e rocchetti, una differenza da tenere
presente è che, mentre i rulli dentati sono preposti
al trascinamento vero e proprio della pellicola e sono collegati
al motore, gli altri non dentati (rulli folli) girano liberamente
intorno al loro albero e servono soprattutto a guidare la
pellicola e a farle cambiare di direzione, indirizzandola
dall'uno all'altro degli organi principali del passaggio -
film.
In questa sezione illustreremo un percorso - film tipo, riferito
ad un proiettore tradizionale a bobine verticali; per il passaggio
pellicola in particolari modelli di macchina, rimandiamo ai
link qui sotto:

IL PASSAGGIO - FILM
Alloggiamento bobina nel proiettore
Posizionare la bobina nel porta bobina superiore, inserendone
il foro centrale nel perno. La pellicola deve essere "in
testa".
L'estremità della pellicola deve poter penzolare verso
il basso dalla parte anteriore della bobina. La colonna sonora
si troverà sulla destra, cioè verso di noi,
mentre il lato con l'emulsione (gelatina) dovrà essere
orientato verso la lanterna ovvero verso la parte posteriore
del proiettore.
Importantissimo, pena la miserabile caduta della bobina con
tutto il film durante la proiezione, ricordarsi di chiudere
il giunto snodabile del perno del porta-bobina!!
Agganciamento film alla bobina inferiore
Tirare verso il basso il lembo di pellicola fino a portarlo
alla bobina inferiore, dove verrà agganciato sul nucleo.
Allo scopo si può usare del nastro adesivo oppure si
possono avvolgere due o tre spire di pellicola intorno al
nucleo, finchè non vi rimane assicurata bene.
Svolgimento pellicola
Cominciando dall'alto, far passare la pellicola attorno ai
primi rulli del proiettore seguendo lo schema del passaggio,
prelevandola mano a mano dalla bobina superiore che, svolgendosi,
la cederà.
Assicurarsi che la pellicola si posizioni ben al centro della
larghezza del rullo e che non vada ad appoggiarsi su uno dei
due bordi.
Rocchetto di svolgimento o debitore superiore
Particolare attenzione va messa nel posizionare la pellicola
attorno a questo rocchetto dentato, preposto al trascinamento
(ovvero allo svolgimento) del film dalla bobina verso il basso.
Vi è un pressore, un dispositivo a molla che ha lo
scopo di mantenere la pellicola in una posizione ben aderente
ai dentini del rocchetto. Il pressore deve essere allontanato
mentre la pellicola vien fatta passare attorno al debitore,
avendo cura che la perforazione di entrambi i lati si infili
perfettamente nei dentini del rocchetto. A questo punto il
pressore può essere riposizionato in modo che mantenga
la pellicola in sede.
Riccio superiore
Appena uscita dal rocchetto di svolgimento la pellicola deve
essere infilata dentro lo sportello di proiezione, avendo
però cura di farle formare un'ansa detta riccio o scorta,
che ha lo scopo di compensare il moto continuo impresso dal
debitore col moto intermittente che avrà nello sportello.
L'operazione di dare sagoma al riccio è in verità
un tutt'uno con l'inserimento della pellicola nello sportello
di proiezione: la trattiamo separatamente per ragioni di esposizione.
La lunghezza -o diametro- del riccio varia a seconda del proiettore
utilizzato, ma si può indicativamente precisare come
una lunghezza di due o tre fotogrammi.
Alcuni modelli di proiettore presentano un ferretto ricurvo
fissato sopra lo sportello che si estende nello spazio al
di sopra del riccio. Si tratta di un dispositivo di sicurezza
che, sollevandosi, blocca il proiettore e accende le luci
in sala; la sua utilità consiste nel fatto che, se
la pellicola si dovesse rompere o inceppare nello sportello,
il rocchetto di svolgimento continuerebbe a mandarla giù
ed essa quindi si accumulerebbe facendo spostare verso l'alto
il ferretto ricurvo.
In certi proiettori esistono anche delle "barriere",
che hanno la funzione di indicare che la pellicola non deve
passare per la direzione, appunto, interrotta dalla barriera.
L'ansa del riccio superiore non deve quindi essere troppo
lunga, ma deve essere fatta in modo da non toccare mai il
ferretto ricurvo né le barriere. E' bene verificare
questo aspetto una volta finito di caricare il proiettore;
facendo girare la manopola del motore a mano, il riccio cresce
e decresce ritmicamente. All'occorrenza è possibile
correggere la lunghezza del riccio in questa fase, riaprendo
il pressore del rocchetto di svolgimento e tirando la pellicola
indietro di qualche dentino.
Sportello di proiezione e croce di malta
Questa è l'operazione più delicata e cruciale
del caricamento della pellicola nel proiettore.
Per prima cosa, bisogna aprire la torretta degli obiettivi
facendola girare sulle sue cerniere, e, analogamente, bisogna
aprire lo sportello di proiezione.
Verificare quindi che il rocchetto croce di malta si trovi
in posizione di fermo: muovendo la manopola del motore a mano,
è possibile notare che il rocchetto scatta in avanti
compiendo un quarto di giro e poi si blocca in una posizione
fissa. Si può verificare che il rocchetto si trovi
in posizione di fermo afferrandolo delicatamente e cercando
di farlo ruotare. Questo accorgimento è molto importante
perché, se la pellicola venisse agganciata al rocchetto
in una posizione non di fermo, sicuramente in proiezione si
otterrebbe un fuori quadro.
Il rocchetto croce di malta ha un suo pressore che, a differenza
degli altri, si mantiene in posizione da solo quando viene
aperto. Aprirlo, dunque, in questa fase.
Reggendo la pellicola con la mano sinistra nel punto in cui
dovrà trovarsi l'apice del riccio superiore, bisogna
afferrarla al di sotto dello sportello con la mano destra,
facendola aderire al corridoio dello sportello di proiezione.
Questo è il momento della messa in quadro: bisogna
fare in modo che un fotogramma della pellicola, o meglio la
forma rettangolare di un apposito fotogramma della coda di
caricamento, coincida con il finestrino o quadruccio dello
sportello di proiezione.
Mantenendo la posizione del quadro, far girare la pellicola
intorno al rocchetto croce di malta e controllare che la perforazione
sia ben agganciata ai dentini.
Sempre reggendo la pellicola in alto con la mano sinistra,
chiudere a questo punto il pressore della croce di malta,
controllare con le dita della mano destra che la pellicola
sia ben dentro al corridoio di proiezione, quindi chiudere
lo sportello.
L'operazione di messa in quadro può essere facilitata
grazie all'illuminazione del quadruccio da dietro, con l'apposita
luce/quadro oppure aprendo un poco la bandella e lasciando
filtrare un po' di luce dalla lampada.
Riccio inferiore
Appena uscita dal rocchetto croce di malta, la pellicola
dovrà formare una nuova ansa, chiamata riccio inferiore.
Nel tragitto tra lo sportello di proiezione e il tamburo lettore
del sonoro, sono disposti alcuni rulli folli che hanno lo
scopo di stabilizzare il moto della pellicola, che qui subisce
bruschi cambiamenti di direzione, in vista della lettura della
colonna sonora.
Conviene formare il riccio con lo stesso gesto di posizionare
la pellicola in questo gruppo di rulli.
Tamburo rotante
La pellicola deve ora passare attorno allo speciale rullone
del tamburo rotante, ove avviene la lettura del sonoro.
Anche in questo rullo c'è un pressore, diverso dai
precedenti, più pesante e con due rotelle lisce e metalliche.
La pellicola deve aderire all'apposita scanalatura del tamburo;
nel riposizionare il pressore, esso deve ricadere (delicatamente)
sui bordi della scanalatura facendo un bel tintinnio metallico;
se le rotelle fanno invece un rumore sordo, vuol dire che
la pellicola si è collocata al di fuori della sua sede.
In uscita dal tamburo la pellicola impegna normalmente l'ammortizzatore,
un dispositivo sempre corredato da rulli; può essere
idraulico o meccanico e il suo scopo è quello di compensare
irregolarità nel trascinamento del film e "strattoni"
che possono derivare dal passaggio di giunte.
L'ammortizzatore ha sempre un "gioco" tra due posizioni
(alto/basso o destra/sinistra), perciò lavora bene
se, in condizioni normali, a pellicola in macchina, si viene
a trovare in posizione mediana tra i due punti estremi della
sua possibilità di escursione.
Rocchetto raccoglitore o debitore inferiore
Queso rocchetto ha una funzione e una forma analoghe al rocchetto
di svolgimento. Si tratta di un rocchetto dentato che trascina
la pellicola verso la bobina inferiore sulla quale si raccoglie
il film già proiettato.
Anche qui c'è un pressore che va aperto e rilasciato
avendo cura che non schiacci la pellicola.
La bobina inferiore
Deve essere posizionata sul perno esattamente come la superiore,
avendo cura di chiudere il giunto snodabile.
Nelle operazioni finali del caricamento in macchina della
pellicola, la bobina inferiore viene fatta ruotare per mettere
in tensione il film, di modo che non vi siano strappi o strattoni
alla partenza del motore.
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