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il formato cinemascope risponde alla esigenza di allargare
la proiezione in senso orizzontale per motivi di ordine estetico.
Nel 1953 fu proposto dalla 20th Century Fox questo nuovo procedimento
di cinema panoramico e stereofonico, con la presentazione,
al Teatro Roxy di New York, del film "La Tunica",
su schermo di metri 19,80 x 7,60. Da lì ebbe inizio
l'affermazione di questo standard tuttora in uso.
Il primo nome pensato per questa tecnica fu "Anamorphoscope"
per via dell'esigenza di una lente anamorfica sia in fase
di ripresa sia in proiezione.
In fase di ripresa si utilizza un obiettivo anamorfico che
comprime l'immagine
su pellicola 35 mm, mentre in fase di proiezione si utilizza
un obiettivo ugualmente anamorfico che decomprime l'immagine
riportandola al suo aspetto naturale.
Nota
bene: il fotogramma sulla pellicola coincide con un formato
di grandezza simile al muto, ma le immagini stampate appaiono
deformate o, meglio, allungate in senso verticale. Sullo schermo
si ottiene, invece, un'immagine raddoppiata solo sul piano
orizzontale, restituendole le proporzioni originali.
Il formato del fotogramma ha un rapporto di 1.17:1, che in
proiezione diventa 2.35:1.
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