| La proiezione dei film
avviene per mezzo di macchinari appositi, i proiettori, su
uno schermo bianco.
La proiezione cinematografica permette di effettuare una sintesi
visiva del movimento di figure statiche riprese su pellicola,
in cui il soggetto in movimento viene fotografato con una
serie di immagini scattate a brevissimo tempo l'una dall'altra.
Queste immagini riprese in negativo, diventeranno, una volta
stampate in positivo e sviluppate, i fotogrammi della pellicola.
Il "cinema" si basa sul fenomeno della persistenza
delle immagini sulla retina: l'occhio che riceve un'impressione
visiva, al cessare di questa sollecitazione ne conserva la
percezione per un brevissimo tempo (1/10 di secondo). Per
questa sua proprietà l'occhio, quando percepisce un'immagine,
la collega quella che verrà proiettata successivamente.
Se infatti lo stimoliamo con una serie di figure che riproducono
le fasi di un movimento, ogni figura viene percepita quando
nella retina non si è ancora dispersa la percezione
dello stato precedente. L'occhio, perciò, segue le
varie fasi collegandole l'una all'altra, ottenendo una sensazione
di continuità.
Nella proiezione, ogni fotogramma deve necessariamente avere
un tempo di arresto sullo schermo in modo che l'occhio umano
possa coglierne l'immagine ed elaborarla. Per questo motivo,
la caratteristica principale del proiettore cinematografico
consiste nel fatto che esso, grazie ad una meccanica di alta
precisione, può proiettare la pellicola mediante il
succedersi velocissimo di fasi di marcia e arresto; ciascun
fotogramma riceve luce solo quando si trova fermo nello sportello
di proiezione.
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