| Il giardino
estivo:
Del giardino estivo non c'è molta documentazione
purtroppo. Quello che ora vi scrivo lo so perché i
"vecchi" operatori me lo hanno raccontato. Ne parlano
sempre volentieri, anche perché del "proiezionista"
non si sa mai tanto.
Lo schermo esterno non era altro che un muro bianco, fortunatamente
costruito già per le proporzioni del formato cinemascope,
apparso diversi anni dopo.
Il proiettore era un Prevost 35mm. Non so che modello perché
neanche il suo operatore lo ricorda….sono passati molti
anni e sfortunatamente la macchina è stata rottamata.
A me piace pensare che sia stata uguale a quella di Alfredo,
era ovviamente a carboni e tanto diverso non lo era di sicuro;
quelli erano i modelli dell'epoca (1950).
La sala interna:
Mentre il cinema estivo venne usato fino agli anni '70 la
sala interna rimase in funzione fino al Dicembre 1983, quando
fu poi chiusa definitivamente in seguito alle severe norme
di sicurezza che entrarono in vigore. Ricordo in proposito
il cinema "Statuto" di Torino dove per un incendio
morirono molte persone.
La sala interna era inizialmente costituita solo dalla platea
e lo schermo era ancora di proporzioni idonee solo per il
diffusissimo formato normale. Con l'aumentare degli spettatori
fu poi deciso di costruire la galleria e trasferire la cabina
di proiezione al piano superiore e naturalmente, visto l'arrivo
nelle sale dei films in formato cinemascope, fu sostituito
anche lo schermo. Il proiettore è stato sempre uno
solo, fino a pochi anni prima della chiusura. Era, un Prevost
P30.2 il quale montava anche la testa sonora magnetica, oltre
a quella ottica. La lanterna era a carboni e l'amplificazione
a valvole.
A dire il vero il Cinema Italia vantava la cosa in quanto
era l'unico cinema della zona su cui fu installato anche il
sonoro magnetico grazie al quale era possibile avere 4 canali
di cui uno per gli effetti. Mentre 3 canali trasmettevano
il sonoro per le 3 casse acustiche poste dietro lo schermo,
il quarto era usato per diffondere il suono-effetti su degli
altoparlanti posti sul pavimento della galleria, per la diffusione
in platea, e sul soffitto ,per la diffusione del suono in
galleria.
Ovviamente non erano moltissimi i film con piste magnetiche,
ma capitavano. A dire il vero la stereofonia si aveva proprio
con questi films, in quanto la lettura ottica era monofonica.
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Dalla
foto di sinistra si vede il proiettore della sala, il
Prevost P30.2 con lanterna ad arco voltaico.
Nella foto centrale il particolare della testa meccanica
del proiettore. In basso a destra della scritta "cinescope"
si vede il gruppo di lettura sonora magnetica la quale
era collegata alla colonna di amplificatori valvolari
della foto di destra.
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Vi voglio raccontare un piccolo disguido tecnico successo
quando l'Enel passò la tensione da 220V trifase e 380V
trifase.
In quel periodo, per far fronte al forte numero di spettatori,
lo stesso film veniva proiettato sia in sala che all'esterno
alternando i due tempi del film. In quegli anni i proiettori
erano alimentati elettricamente con una tensione di 220V trifase
con frequenza 60Hz.
Con l'avvenuto passaggio della rete elettrica a 380V trifase
50Hz si rese neccessaria la sostituzione dei motori.
Per problemi tecnici si poterono sostituire i motori dei proiettori
della sala interna, mentre il proiettore esterno subì
la modifica solo per quanto riguardava la tensione che era
diventata 380V, ma la frequenza rimase a 60Hz. Alla sera all'inizio
dello spettacolo in sala la velocità era regolare,
ma il problema si presentò alla fine del 1° tempo
del proiettore esterno che marciando ad una velocità
più bassa costringeva la sala interna a ritardi di
circa 20 minuti. Il titolo del film era "Passaggio a
nord-ovest" del 1940 a colori.
Fortunatamente il film era bello e coinvolgente, ed il pubblico
non si lamentò del piccolo disservizio.
Naturalmente negli anni anche al Cinema Italia ne capitavano
di tutti i colori in quanto ad imprevisti. Mi racconta Franco
(l'ultimo operatore che ci lavorò e divenuto mio grandissimo
amico) che un giorno come un altro il raddrizzatore al selenio,
che alimentava la lanterna, ha iniziato a fumare spegnendo
ovviamente l'arco voltaico. Tra fischi e lamentele del pubblico
si è provato a ripararlo, ma senza risultato. Naturalmente
il pubblico fu avvertito e a malincuore dovette abbandonare
la sala. Quel giorno non ci fu cinema!
Magari altri "simpatici" episodi di questo tipo
li manderò per la rubrica "cose che capitano"
di questo meraviglioso sito.
Nel corso degli anni, come in tutte le sale, il pubblico iniziò
a scarseggiare; prima per l'avvento delle videocassette e
poi per altre forme di svago. Come già vi ho anticipato,
fu quindi chiuso il giardino estivo negli anni '70 e nel 1983
la sala. Da quel momento iniziarono i ricordi per tutti gli
abitanti del paese i quali speravano in una sua ristrutturazione
e riapertura.
Negli anni a seguire la sala andò in rovina sempre
di più ed è stato in questo periodo che ne ho
sentito parlare. Ho chiesto di poterla vedere. La prima volta
che sono entrato l'ho vista, si in degrado, ma ancora trasmetteva
quel "calore" di cui tutti mi parlavano.
Da buon protezionista ho voluto subito vedere la cabina di
proiezione. Io non ero mai stato in quel cinema, ma con emozione
ho aperto la porta di legno esterna che portava in cabina.
Aperta la porta vedo subito un bidone ricoperto da centimetri
di polvere…era uno dei raddrizzatori e, a fianco a questo,
c'era l'altro che alimentava il secondo proiettore, un Prevost
P55 prelevato, 3 anni prima della chiusura, da un altro cinema
in disuso. Procedendo nella mia esplorazione apro con un po'
di fatica la porticina di ferro che da accesso alla sala macchine.
Subito si presentano imponenti i due proiettori. Le lanterne
erano piuttosto grandi viste le dimensioni dello schermo 12x5mt.
Tolgo le coperte dalle teste dei proiettori ed inizio ad esaminarli.
A parte la ruggine dei rulli, la meccanica funzionava perfettamente….buon
segno dico io! Procedo poi con la visita della cabina entrando
nella stanzina dove si montavano i films e si custodivano
dentro il mobile di metallo. Dovete sapere che la cabina del
Cinema Italia era molto generosa di spazio, tanto che era
suddivisa in 3 scomparti separati: uno per il quadro elettrico
e i raddrizzatori, uno per le macchine da proiezione e uno
per il riavvolgitore (a mano naturalmente) e il mobile per
custodire i films.
Nei mesi a seguire sono tornato molte volte al Cinema Italia
per vedere bene i proiettori, gli amplificatori, i raddrizzatori…..si
anche gli spezzoni di pellicola lasciati sul pavimento!
Mi balenò quindi l'idea di ripulire i proiettori e
farli ripartire. Sapevo che la cosa avrebbe richiesto molti
giorni, ma alla fine avrei rifatto "vivere" un cinema!
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Nella foto a sinistra si vede il
vecchio schermo ripreso dal centro della galleria.
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Nella foto di destra l'ingresso della
platea ripreso dall'interno della stessa. |
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