| Gli estintori sono gli
strumenti impiegati come primo intervento su di un principio
di incendio. Si dividono in portatili e carrellati e vengono
classificati a seconda del tipo di incendio sul quale intervenire.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ESTINTORI
Classe A Solidi con formazione di braci
Classe B Liquidi infiammabili
Classe C Gas infiammabili
Classe D Metalli
Classe E Quadri elettrici
Sugli estintori vengono applicati adesivi con riportata una
sigla alfanumerica che ne definisce la capacità estinguente,
riferita sia al tipo di incendio che alla potenza dell'estintore.
Per esempio, la sigla 21A 89B C ( valori minimi per gli estintori
nelle cabine di proiezione) descrive la capacità di
intervento di un estintore avente le seguenti proprietà:
21A E' associato al potere di spegnimento
di un estintore relativo a una catasta di legno delle dimensioni
di 50 cm in larghezza e altezza, e 210 cm in lunghezza.
89B E' associato al potere di spegnimento
di un estintore relativo ad un liquido infiammabile composto
per 2/3 (59,33 litri) di benzina e per 1/3 (29,67 litri) di
acqua, contenuto in una vasca di diamtero variabile; la quantità
di liquido totale è 89 litri, da cui il codice.
C Indica che tale estintore è adatto
allo spegnimento degli incendi derivati da gas infiammabili.
Gli estintori nei locali pubblici prevedono valori minimi
di 13A 89B C ; devono essere collocati ad un'altezza di 150
cm da terra e distribuiti uno ogni 200 mq. E' comunque necessario
che si trovino in prossimità degli accessi ed in vicinanza
delle aree di maggior pericolo.
Gli estintori si distinguono anche a seconda della sostanza
estinguente contenuta:
Ad acqua - Ormai in disuso
A schiuma - Liquidi infiammabili
A idrocarburi alogenati - Motori e macchinari
A polvere - Liquidi infiammabili ed apparecchiature elettriche
Ad anidride carbonica (CO2) - Quadri elettrici
Gli estintori più usati in un locale cinematografico
sono quelli a polvere e quelli a CO2- anidride carbonica.

L'ESTINTORE A POLVERE
L'estintore
a polvere interviene sul principio di incendio formando una
crosta che, "indurendosi", soffoca il fuoco. Contiene
una miscela di bicarbonato di sodio e polvere inerte (polvere
d'ammonio) ed è collegato ad una bombola di gas compresso
o liquefatto. La polvere viene espulsa grazie al gas propellente
che può essere CO2 (per estintori di capacità
fino a 30 Kg) o aria/azoto in pressione a 150 atm (per estintori
di capacità maggiore).
Sotto l'impugnatura dell'estintore è visibile un manometro
col quale è possibile tenere sempre sotto controllo
il valore della pressione presente. Se la lancetta si trova
nel settore verde, i valori della pressione sono ottimali.
Questo tipo di controllo rientra fra le ispezioni da svolgersi
mensilmente. Ogni sei mesi, invece, gli estintori devono essere
verificati da un incaricato della azienda produttrice, che
procederà alla vidimazione sull'apposito cartellino,
posto sul collo dell'estintore.
La revisione degli estintori a polvere va eseguita ogni 3
anni.
Per utilizzare l'estintore bisogna, innanzitutto, togliere
l'anello di sicurezza che ne garantisce l'integrità,
poi agire sulla leva che permette la fuoriuscita della polvere,
avendo cura di dirigere il getto alla base delle fiamme. E'
opportuno capovolgerlo un paio di volte prima dell'utilizzo,
per smuovere la polvere contenuta all'interno.

L'ESTINTORE AD ANIDRIDE CARBONICA
La
sua capacità di spegnimento è dovuta all'azione
di soffocamento dell'ossigeno (O2) presente nell'aria, operata
dall'anidride carbonica (CO2).
Gli estintori a CO2 sono costituiti da una bombola, da una
valvola di erogazione a volantino o a leva e da una manichetta
snodata -rigida o flessibile- alla cui estremità è
posto un diffusore in materiale isolante.
Al momento dell'apertura della bombola, grazie alle valvole,
il liquido spinto dalla pressione interna sale attraverso
un tubo pescante, passa attraverso la manichetta e raggiunge
il diffusore, dove, trovandosi all'aperto, istantaneamente
ne evapora una parte, provocando un brusco abbassamento di
temperatura (-79 °C) tale da solidificare l'altra parte
in una massa gelida e leggera detta "neve carbonica"
o "ghiaccio secco".
Per questo abbassamento di temperatura, le parti metalliche
dell'estintore divengono freddissime e pericolose: possono
ustionare la pelle se vengono toccate, perciò si consiglia
di fare sempre molta attenzione e di reggere l'estintore solo
dalla maniglia e dal cono diffusore.
La neve carbonica, adagiandosi sui corpi che bruciano, si
trasforma rapidamente in gas sottraendo una certa quantità
di calore; il gas, che è più pesante dell'aria,
circonda i corpi infiammabili, provoca un abbassamento della
concentrazione di ossigeno, e spegne il fuoco per soffocamento.
La bombola deve essere collaudata e revisionata ogni 5 anni
dall'ISPESL per una pressione di carica, a 15°C. a 250
ate.
Il dispositivo di apertura della bombola può essere:
- con valvola di comando a leva, con tenuta in ebanite,
normalmente usata per gli estintori portatili;
- con valvola di comando a vite, con tenuta in ebanite,
usata per gli estintori carrellati.
Sull'OGIVA della bombola (la sua sommità di forma
tondeggiante), in colore grigio, sono punzonati i dati di
esercizio, di collaudo e delle revisioni. |