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Un proiezionista da Festival

Raccontare ai colleghi delle proprie prodezze può sembrare antipatico, ma può anche essere utile per aiutarli ad affrontare con professionalità e competenza delle situazioni insolite in cui possono incappare nella loro attività.

Io non mi ritengo un operatore "normale" e pertanto vi parlerò di cose "anormali" che mi sono accadute durante la mia attività di proiezionista-free.
Da parecchi anni mi occupo di tutta "la pellicola" del Cinema-Teatro "Miela" di Trieste, che svolge varie attività teatrali e cinematografiche con una libertà di espressione che non ho mai trovato in nessun altro posto. Purtroppo sembra che questa struttura debba chiudere… ma questa è un'atra storia.
Al "Miela" si tiene il "Festival del cinema Latino Americano", una rassegna di film di tutti i generi (e formati) provenienti da vari paesi del Sud-America e mai distribuiti in Italia.
Il bello di questa chermesse è che le copie arrivano (se arrivano), nei modi più disparati sempre all'ultimo minuto (non ore, minuti!). Le prime volte mi venivano i sudori freddi (montare il film in 5 minuti, verificare le copie… panico) ma poi mi sono adeguato e ho adottato, come scelta di vita, la proiezione per rulli. Un film che arriva da una cineteca (non la Cineteca Nazionale Italiana… oops!) è quasi sempre in buone condizioni e ha le code di inizio e fine attaccate. I segnali di cambio macchina sono sempre presenti e quindi non conviene, per una sola proiezione, fare tutto il lavoro di montaggio-smontaggio. Si deve restare in cabina tanto vale… lavorare. Alla fine della giornata ci si ritrova con tutti i film proiettati già inscatolati e pronti a ripartire. Ma non tutto va sempre liscio…
Mi è capitato di ricevere 10 minuti prima della proiezione una copia di un film nuovo proveniente dall'Argentina che era uscita dal laboratorio di stampa due giorni prima. Il regista (con la simpatia tipica dei Latino-Americani), è salito in cabina per avvisarmi che, essendo una copia "vergine" potevano esserci delle sorprese. Che strano i registi e produttori italiani parlano ai proiezionisti solo per protestare se qualcosa non va! Tornando alla pelicula Argentina; ho verificato che i rulli fossero in testa, controllato il mascherino (nei festival capitano formati incredibili), e sono partito, in orario! Dopo circa 10 minuti stava per passare la giunta di mezza parte ed è successo il patatrac. Devo spiegare che nei paesi dell'Est e per "conseguenza politica" anche in Sud-America sono ancora in uso i rulli da 300 metri (il vero rullo) ma per comodità e per uniformarsi al resto delle distribuzioni li uniscono e formano le parti da 600 metri, che chiamano rollo duplo e che sono quelli che noi usiamo di solito. Allora… passa la giunta di fine rullo ma in sala si vede la coda! Chiudo la serranda e il sonoro (su certi proiettori "moderni" non si può più fare senza fermare il motore!), lascio scorrere la coda (imprecando in spagnolo!) osservo la pellicola pronto ad riprendere la proiezione dopo la coda di partenza del secondo rullo, apro la serranda guardo fuori dal finestrino e… immagine capovolta, colonna sonora in vista e fuori quadro!?
Ferma tutto! Bestemmia (sempre in spagnolo) e veloce analisi della situazione.
Ecco spiegato l'arcano. I signori del "Laboratorios de Cine de Buenos Aires" avevano unito i rulli da 300 al contrario (piedi con piedi), senza tagliare le code e fuori quadro… che simpatici. Ho girato il secondo rullo (per fortuna ho un avvolgifilm velocissimo), ho rimesso in macchina e sono partito. Dubbio atroce… e le altre 5 parti (10 rulli)? Risposta logica: la stessa identica cosa! Nei 10 minuti di proiezione che mi rimanevano ho rigirato la seconda parte, staccato le code intermedie girato il rullo rovescio e attaccato la testa alla coda del rullo precedente, messo in macchina e ai segnali ho eseguito un cambio… da manuale! Bravo! Grazie! Un collega che ha assistito all'operazione mi ha confessato che lui si sarebbe messo a piangere e se ne sarebbe andato. Niente di tale, ma se il film fosse stato montato, magari in fretta (la copia è arrivata pochi minuti prima) la "fermata" sarebbe stata molto più lunga!

Questa è solo una delle "memorie di cabina" che posso raccontare. Spero di non essere noioso e antipatico raccontando oltre ai problemi che mi sono capitati anche come li ho risolti. Chi ha voglia di leggere i miei scritti gli utilizzi come "istruzioni per l'uso" di un tipo di lavoro che pochi fanno ancora "Il Proiezionista in Manuale"
Dimenticavo di dirvi che la "mia cabina" è attrezzata con due manualissimi Cinemeccanica Victoria X e guai a chi me li tocca!


Paolo Venier

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