Ricerca  ::  E-mail  ::  Amministrazione   
Home
Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Rubriche
Curiosità
Aneddoti
Pazzi di cinema
Cabine D'Italia
Memorie
 
 Utenti on-line
2 user online
2 utenti in:
/pagine
 
Non un mestiere, ma una filosofia

Sì, ho cominciato a 6 anni, il bellissimo Prevost di Alfredo che richiedeva un avvio a manovella per partire. Era a carbone, l’avanzamento automatico era impreciso per cui non potevi allontanarti dalla macchina per più di 30” pena il buio in sala. Ricordo che si guadagnava discretamente rivendendo le scorie di rame, prodotte da ogni macchina in quantità industriali. Di quel periodo è stata una tragedia l’ultimo spettacolo de “Il giorno più lungo”, della durata di più di tre ore: era domenica, il film era finito a mezzanotte e, all’atto di smontarlo, dopo le prime 3 parti si ruppe irrimediabilmente l’avvolgifilm, per cui dovemmo smontarlo a mano, vale a dire arrotolando le parti sul nucleo e finimmo alle 7:30 del mattino, tra le bestemmmie del corriere che doveva andare a Bologna a consegnarlo. Là si proiettava solo il sabato e la domenica: film di Totò, Laurel & Hardy, Franco e Ciccio, poi l’interminabile serie di western, peplum e i film di Louis de Funes (avete presente i soldi che avrei potuto farmi se avessi tenuto i manifesti? E un trailer originale di un film con John Waine che ero riuscito a rubare, poi andato perso in un trasloco?)

Ci rimasi fino a 14 anni, poi passai ai cinema più importanti, quelli di prima visione, dove le lanterne a carbone lasciavano il posto a quelle allo Xenon: fu una rivoluzione! E sì, perché gli operatori abituati a un contatto continuo con la macchina (certo, i Victoria 8 e i 10, se a carbone, ti lasciavano anche 3’ di tempo libero tra una correzione e l’altra), non seppero più cosa fare. Allora le cabine diventarono dei veri e propri laboratori per gli hobby di ciascuno: alcuni ci montavano mobiletti, altri ci portavano gli aerei o le navi da montare, altri progettarono e costruirono plastici, altri ancora patiboli in miniatura fatti con fiammiferi e stuzzicadenti (ricordo una sedia elettrica, perfettamente funzionante, ci arrostimmo uno scarafo, fatta da un operatore di un cinema vicino al mio), per non parlare di quelli che si iscrissero alla Radio Elettra e montavano radio, o laboratori fotografici. Certo, c’era anche chi studiava (come me, che in cabina ho preparato le migliori interrogazioni di filosofia), o chi si faceva una cultura spendendo una fortuna in abbonamenti a Lancio Story, Scorpio, a volte anche a 3 quotidiani.

La cabina, che raramente aveva un’uscita sulla strada (molto spesso sul tetto del cinema da cui si accedeva ad un abbaino di una casa confinante) era diventata un appartamento: ci si portavano televisione, poltrone, se gli altri erano d’accordo anche un piccolo frigo, c’è stato persino chi ha sostituito a proprie spese i vetri delle finestre con materiale colorato: fare l’operatore era diventato non un mestiere, ma una filosofia.

Oggi che tutti noi operatori di multisala sappiamo benissimo che possiamo avere un allarme da un momento all’altro (mentre le restanti macchine imperterrite continuano nel loro lavoro e ci troveremo anche 6 intervalli da fare, madidi di sudore, se non avremo risolto l’inconveniente), che una volta al mese dobbiamo sostituire tutti i filmati pubblicitari, eccetera, eccetera, dobbiamo pensare che “anticamente” nel giro di un’ora, anche meno, il film era montato e che soprattutto i nostri proiettori non ci avrebbero mai tradito: il Victoria X della Cinemeccanica, la macchina “carro armato” in assoluto, in 10 anni di proiezione non ha mai, dico mai, necessitato di un intervento a parte la taratura della mollettina che tiene in basso il rocchetto della croce di malta quando lo monti; le pellicole in triacetato non sporcavano mai le macchine, avevano un odore inconfondibile, come quello delle cabine, erano riposte in scatole metalliche e non in quell’orrenda plastica nera (o rossa, o grigia) di adesso. Si giuntavano con l’acetone, pazientemente, dovevano essere oliate prima di montare il film se la copia era nuova (azione che qualche operatore sciagurato fa anche oggi, chissà perché).

I tempi d’oro per gli operatori terminarono, mi pare, nella seconda metà degli anni ’80, con l’arrivo del famigerato DSE: “se la pellicola si rompe, la macchina si ferma, quindi puoi stare vicino alla cassa e fare la maschera”. Fine di un’epoca, forse presagio della fine, anche perché nel giro di poco tempo uscirono le macchine a marcia indietro e le cabine, da rifugio (in alcuni casi alcova) e da “seconda casa” divennero dei tristi sgabuzzini dove ci si limitava a montare e smontare i film. Cessarono di esistere le cabine linde e pulite come camere operatorie: si lasciavano sporcare i muri, i pavimenti, non si toglievano le ragnatele e le macchine, un tempo oggetto di culto e venerazione, avevano perso la loro anima: noi, che eravamo abituati ad ascoltare ogni minima variazione nel loro rumore e a preoccuparci non appena le giunte “cioccavano”, le ascoltavamo indifferenti, insofferenti. Non c’era più differenza tra un proiettore e un tornio: macchine erano, macchine ritornavano ad essere: ci avevano tradito.

A Piacenza l’ultimo cinema a smantellare proiettori non automatici è stato l’Apollo e lo ha fatto circa 8 anni fa: sapete perché? Perché il loro operatore, uno che sapeva tutto e che odiava qualunque innovazione, quando ha saputo che avrebbe dovuto lavorare con macchine a marcia indietro, ha avuto un esaurimento nervoso: i gestori hanno atteso che andasse in pensione e solo allora hanno proceduto alla sostituzione dei Victoria 8. Quell’operatore che andò in pensione è stato il mio Alfredo. Si chiamava Remo.

Alessandro

 Lavoro
 Offerte di Lavoro
29/03/2008
San Giovanni in Persiceto (BO)
29/03/2008
Arene estive di Roma
 Divulga il sito
Per divulgare ed estendere la conoscenza del sito fra i proiezionisti di tutta Italia, puoi inserire un biglietto nelle scatole del film che smonti. Tutti i proiezionisti potranno così venire a conoscenza di questo punto di aggregazione dedicato a loro! Ecco come.
Manuale Scaricabile
Se devi preparare l'esame per il patentino di operatore cinematografico, potrai scaricare qui GRATIS il nostro manuale.
 Visitate
  Bed & Breakfast a Bologna  

 
Home :: Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Webmaster: Webcortes info@proiezionisti.com    
Copyright © 2001 Proiezionisti.com                                                                                                                 Sito ottimizzato per una risoluzione 800 X 600 px