Ricerca  ::  E-mail  ::  Amministrazione   
Home
Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Articoli
Calzini
Savina
Parisi
Gimondo
 
 Utenti on-line
4 user online
4 utenti in:
/pagine
Il Grande Schermo
Elementi di Storia Tecnica del Cinema
Mario Calzini

La voglia di uno schermo grande inizia quando il cinema esce dalle prime sale provvisorie e dalle baracche ambulanti per approdare nelle sale fisse di maggiori dimensioni.

Già alla fine dell' ottocento l' italiano Filoteo Alberini, che ha brevettato fin dal 1895 una sua macchina da presa, propone una pellicola di maggiori dimensioni: il 70 mm, per aumentare, con la maggiore area utilizzata dell'emulsione, la definizione dell' immagine e ridurne la granulosità.

Lumière, l' inventore del cinema, presenta all' Esposizione del 1900, nella "Sala delle Feste" del Grand Palais, davanti a 25.000 spettatori, uno schermo di 30x24 metri, sul quale avrebbe dovuto essere proiettata una pellicola da 60 mm, con immagine 45x60 mm. Purtroppo la macchina da presa, la cui costruzione era stata affidata a Carpenter, collaboratore dei Lumière, non fu pronta il giorno dell' inaugurazione dell' Esposizione: si dovette così usare il normale film 35 mm. Lo schermo, di tessuto di cotone, fu posto al centro del salone per essere visto da ambedue le parti. Per renderlo translucido lo si annaffiava prima di ogni spettacolo e lo si riponeva, negli intervalli, in una vasca piena di acqua. Il proiettore aveva una sorgente di luce da 100 Ampère.

Nel 1897 R. Grimoin-Sanson.presenta il "Cinéorama", un sistema di proiezione circolare con uno schermo cilindrico con una base tonda di 100 m di circonferenza. Coprono lo schermo le immagini sincronizzate di 10 proiettori: le riprese simulano l' ascensione di un pallone sopra i tetti di Parigi, gli spettatori sono raccolti nel centro, in una specie di navicella, sopra la quale è la cabina di proiezione. I dieci proiettori hanno lanterne ad arco da 40 A. ognuna. Lo spettacolo ha un grande successo ma la Prefettura di Parigi lo blocca per paura del gran calore generato dalle lanterne ad arco che può innescare l' incendio della celluloide dei dieci film.

Miglior fortuna ha il film di Abel Gance "Napoleon" del 1925. Per generare una grande immagine Gance utilizza 3 macchine da presa sovrapposte, costruite dalla Débrie, e 3 proiettori in sala, che coprono 3 schermi affiancati: l'immagine (trittico) si estende dallo schermo centrale sui due lati creando un' ampia visione, apprezzata specie nelle scene di battaglie.
La presentazione, fatta all' Opera di Parigi, continuò nella sala Marivaux per molti giorni, ottenendo un grande successo. Il film, ancor oggi rappresentato, fa parte della storia del cinema.

Prove di grande schermo si hanno nel 1928 con la Paramount che ordina alla Débrie una machina da presa per pellicola da 65 mm e nel 1930, quando la Fox propone il sistema "Grandeur", con film da 70 mm. Ambedue i progetti non hanno esito per il sopravvenire della crisi economica.

L' uscita dalla crisi economica segna l' interesse dell' industria nella trasmissione di imagini in movimento, quella che poi sarà chiamata televisione. La data ufficiale di inizio dei programmi commerciali corrrisponde all'inaugurazione della Fiera di New York, nel 1939, quando gli ancora pochi spettatori possono vedere e udire il presidente Franklin Delano Roosvelt che inaugura la Fiera. Sarà ancora una trasmissione elettromeccanica che presto sarà seguita da quella del tutto elettronica e che determinerà, finiti gli echi della seconda guerra mondiale, la grande diffusione in molte case.

Ed è la diffusione della televisione che riporterà in luce la voglia di grande schermo come antagonista al piccolo schermo di questo nuovo elettrodomestico.

Il primo ottobre del 1952 fu presentato al Brodway Teatre di New York il "Cinerama", ideato da Fred Waller: l' enorme schermo curvo, fortemente avvolgente, era occupato da tre immagini affiancate provenienti da tre proiettori sincronizzati tra loro. Il suono, diffuso da numerosi altoparlanti, posti dietro al grande schermo, era registrato su un nastro magnetico multitraccia che scorreva in sincrono con le immagini. Dopo la presentazione, fatta anche a Londra, il successo del sistema fu tale che, malgrado gli alti costi, trovò numerosi esercenti pronti a modificare i propri cinema per accoglierlo: a Roma fu istallato al Royal. Non ebbe vita lunga per gli alti costi di produzione dei film.

Fu allora che la Fox si ricordò di una invenzione di un professore della Sorbona, Henri Chretien, che nel 1929 aveva brevettato un sistema ottico (Ypergonar) che permetteva di comprimere l' immagine cinematografica in ripresa per poi decomprimerla in proiezione ed avere così uno schermo molto esteso in orizzontale. La perdita di definizione, che comportava l' uso dell' ypergonar originario, venne dalla Fox ridotta utilizando (1951) il calcolo elettronico dell' ottica per creare un obbiettivo comprimente e decomprimente di 2 volte, detto anamorfico, di definizione molto superiore a quella dell'originale e quindi usabile in cinematografia.
La Fox non si contentò della speciale ottica ma volle anche il suono stereofonico che fu registrato su 4 piste magnetiche poste ai due lati dell' immagine. Per far posto alle piste furono ridotte le dimensioni delle perforazioni. Il procedimento, che prese il nome ufficiale di cinemascope, fu studiato a fondo e presentato al pubblico con il film "La Tunica" (1953) al "Roxi" di New York.
Il successo di pubblico indusse gli esercenti a modificare i rulli dentati dei loro proiettori per adattarli al nuovo formato della perforazione ed aggiungere il lettore delle piste magnetiche. In sala tre altoparlanti posti dietro allo schermo diffondevano il suono stereofonico, mentre una serie di diffusori posti ai lati e dietro agli spettatori generava il suono "ambiente" (surround) che avvolgeva il pubblico.
Lo schermo del cinemascope originale aveva una base 2,55 volte l' altezza dell' immagine. L'alto costo delle 4 piste magnetiche, applicate sul positivo dopo lo sviluppo e la loro scarsa affidabilità, indusse poi a rinunciare alla stereofonia e tornare alla colonna sonora ottica mono che occupò una parte, prima lasciata all' immagine, che si ridusse di circa 2 mm, portando il rapporto base/altezza da 2,55 a 2,35, lasciando invariato l' ipergonar. Così anche le perforazioni tornarono alle misure classiche.

L' interesse per il grande scherno portò Mikael Todd (per l' anagrafe: Averon Goldbo-jen) a ritornare all' idea di Alberini: utilizzare il film 70 mm. Aumentò di un passo di perforazione l' immagine, per averla grande e molto definita, aggiunse 4 piste sonore di ossido di ferro per registrarci su 3 una colonna sonora stereofonica e una per gli effetti-ambiente (sourround). Chiamò il suo sistema "Todd AO", dove "AO" stava per "American Optic", il nome dell' industria che fabbricava gli speciali obbiettivi, e lo presentò nel 1955 proiettando il film di sua produzione "Oklaoma".
Anche se molte sale, dopo il successo di alcuni film, furono pronte a sostituire i loro proiettori con nuovi bipasso, adatti quindi al 35 normale e al nuovo 70 mm, l' alto costo delle copie decretò la fine del sistema che tuttavia fu ancora usato, ingrandendo il normale negativo 35 mm su positivo da 70 mm, nelle proiezioni dei drive-in, dove la potenza luminosa adoperata non poteva essere concentrata nel normale finestrino del 35 mm.

Nel 1954 gli americani Loren Rayder e John Bishop, nell' intento di mantenere al film il suo normale formato, idearono il sistema a cui fu dato il nome di "VistaVision", ripresa e proiezione usavano il normale negativo e positivo 35 mm, ma i fotogrammi invece di susseguirsi in altezza, scorrevano nel senso della larghezza, occupando l'area di due fotogrammi standard.
Sia in ripresa che in proiezione lo scorrimento era orizzontale; pur richiedendo macchine da presa e proiettori speciali il VistaVision poteva essere trattato in laboratorio come il normale 35: si raddoppiava l'area dell' immagine e la definizione del film, lasciando immutati i costi di laboratorio e quelli connessi con il formato speciale del film.
Il VistaVision fu innaugurato nel 1956 proiettando il film "High Society", con Grace Kelly, Frank Sinatra, Bing Crosby e Louis Amstrong, nel "Radio City Music Hall" del Rockfeller Center a New York, e praticamente lì si esaurì. Il formato del VistaVision si usa ancora negli effetti speciali, per non perdere, nei vari passaggi, definizione e dettagli, disponendo di un' area immagine doppia. Ma, compiuti i passaggi per gli effetti, si torna al classico 35 mm.

Non si esaurì la vena degli inventori che studiarono mille modi per arrivare a un grande schermo che non imponesse costi eccessivi. Negli anni seguenti ci provò la Fox con il suo Supercinemascope, Technicolor con il Technirama e poi il Superthecnirama 70, tentativi che non uscirono dal campo sperimentale, come quelli di molti altri, finchè non si comprese che per avere uno schermo che coprisse tutto il campo visivo di uno spettatore, posto in punto qualunque della sala, occorre uno schermo particolarmente grande e una immagine sul fotogramma di grande area, in modo che, senza muovere la testa, gli occhi attenti all' azione posta al centro dello schermo, acquisissero anche la visione periferica.
Con questi intenti nacque in Canada l' idea della IMAX e fu presentato alla Fiera di Osaka (1970) di documentari e film a soggetto, una serie che non ancora conosce la fine.
Ma delle particolarità del sistema Imax e della sua derivazione, "Omnimax (o "Dome Imax" ne parleremo in un prossimo pezzo.

 
 Lavoro
 Offerte di Lavoro
29/03/2008
San Giovanni in Persiceto (BO)
29/03/2008
Arene estive di Roma
 Divulga il sito
Per divulgare ed estendere la conoscenza del sito fra i proiezionisti di tutta Italia, puoi inserire un biglietto nelle scatole del film che smonti. Tutti i proiezionisti potranno così venire a conoscenza di questo punto di aggregazione dedicato a loro! Ecco come.
Manuale Scaricabile
Se devi preparare l'esame per il patentino di operatore cinematografico, potrai scaricare qui GRATIS il nostro manuale.
 Visitate
  Bed & Breakfast a Bologna  

 
Home :: Chi Siamo :: Rudimenti :: Area Tecnica :: Lavoro :: Rubriche :: Contatto :: Articoli :: Glossario :: Forum
Webmaster: Webcortes info@proiezionisti.com    
Copyright © 2001 Proiezionisti.com                                                                                                                 Sito ottimizzato per una risoluzione 800 X 600 px