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Tecnologie e formati di registrazione e riproduzione ottica del suono nelle moderne sale cinematografiche.
Federico Savina

Se è possibile vedere film d'altri tempi esattamente come prodotti, lo dobbiamo al "Media" che chiamiamo "cinematografia" e agli standard che lo regolano. Pochi altri media hanno garantito la conservazione e la possibilità di rivedere immagini e suoni per un periodo così lungo e superiore ormai a 70 anni, esattamente come realizzati.

Per parlare di "cosa e come" è tecnicamente oggi il suono della colonna sonora occorre rivisitarne la sua complessità ed esaminare gli aggiornamenti normativi che devono garantire al film :

  • la stessa fruizione identica all'originale in qualsiasi cinema nel mondo dotato di identico formato sonoro di allestimento
  • fruizione direttamente compatibile con tutti i formati sonori di riproduzione a scendere
  • diretta compatibilità con gli altri attuali media senza risibili degradazioni (DTV, TV, Home Video, DVD, etc)
  • mantenimento della integrità della colonna durante il periodo della programmazione del film
  • conservazione della integrità della colonna nel tempo
  • la innovazione tecnologica non cancelli la possibilità di rivedere un film
  • la innovazione tecnologica permetta sempre la riproduzione qualitativa dell'allestimento nella sua forma originale


La "catena" produttiva cinematografica si può dividere nei tre segmenti di seguito illustrati :

Progetto Cinematografico

Produzione : allestimento della colonna sonora
Trasmissione : attraverso la stampa della copia
Fruizione : la sala cinematografica dove lo Studio di produzione è da
intendersi tecnologicamente identico alla Sala Cinema.

Preferisco iniziare dalla Fruizione nella Sala Cinematografica perché questo è il target di tutti i processamenti cinematografici a monte.

Una SALA CINEMATOGRAFICA è soggetta alle seguenti funzioni :

1. Leggere la colonna sonora analogica identificata dallo STANDARD - ISO 2969 A digitale assoggettata alle Normative dei Detentori dei sistemi di codificazione nell'ambito di una Normativa di assegnazione di area sulla copia 35mm.

2. Decodificarne i contenuti sonori se codificati in allestimento

3. Diffondere i contenuti sonori in sala attraverso i sistemi di diffusione definiti in livello e linearità dallo STANDARD - ISO 2969 B con revisione SMPTE RP200

I FORMATI DI DIFFUSIONE in una Sala Cinematografica sono così definiti :

MONOAURALE (Sistema analogico a banda ridotta di registrazione e ascolto)
STEREO CODIFICATO (Sistema analogico di codificazione 4:2:4 + NR
STEREO DISCRETO 5+1 (Sistemi di codificazione digitale)
STEREO DISCRETO 6+1 Surr EX (Sistemi di codificazione digitale)
STEREO DISCRETO 6 (tipologia 70mm)
STEREO DISCRETO 7+1 (Sistemi di codificazione digitale)

Ad eccezione del Formato Monoaurale. le cui caratteristiche di linearità sono indicate nello Standard SMPTE- ACADEMY, tutti gli altri formati sono allineati allo Standard ISO 2969-B. Questo include anche la modalità di taratura tra i vari canali rispetto ad una sorgente di riferimento normalmente inclusa nello stesso processore in modo da garantire il livello e qualità della riproduzione del film uguale a quello generato per ogni formato.

Tutte le regolazioni di cui sopra, che tengono conto della tipologia dei diffusori usati, sono previste e contenute nei processori installati nei cinema.

Questa formulazione di riproduzione, la stessa adottata dagli Studi di allestimento della colonna sonora, garantisce la sua identica riproducibilità nei termini tecnici di allineamento.

La variabile più frequente rispetto alla riproducibilità dovrebbe essere unicamente la diversità di tipologia acustica della sala per dimensioni e costruzione.

Usando sistemi riproduttori previsti e opportunamente posizionati per le Sale Cinematografiche, non dovrebbe essere difficile raggiungere la corretta caratteristica di riproduzione anche se odierne tendenze non previste dagli Standard introducono uno strano concetto di "correzione migliorativa per ogni singolo film" basata su un ideale di ascolto ovviamente difforme dall'effettivo suono originale proposto nell'allestimento perché non conosciuto.

Le differenti capacità dei sistemi si possono identificare come :

· Capacità dinamiche - massima espressione del livello ed energia sonore
· Risposta in frequenza - banda passante come quella auditiva
· Presentazione del suono - varietà di proposta sonora applicata all'immagine

La lettura della colonna sonora del film avviene tramite lettori che vengono posizionati conformemente ai FORMATI DI REGISTRAZIONE che sono i seguenti:

1. ANALOGICO MONO o STEREO.

Seguono uno STANDARD SMPTE che assegna identica posizione e dimensioni della colonna sulla copia 35mm.

In questo modo viene assicurata la compatibilità di lettura Mono-Stereo per i successivi trattamenti del suono che prevedono linearità di risposta diversa tra il formato Mono e Stereo e l'inserimento per lo Stereo delle decodifiche 2:4 e dei Riduttori di Rumore di Fondo (Dolby A - SR). Le caratteristiche di questi riduttori non sono definite negli Standard indicati.
La specifica codifica dei Riduttori di Rumore di Fondo permette di poter leggere una colonna Stereo SR anche con un lettore Mono e diffonderla in formato Mono (mono compatibilità a scendere).

Dalle dimensioni della modulazione della colonna ottica (nel passato) e dalle specifiche colorimetriche delle pellicole negative e positive e dei lettori odierni, dipende il livello di lettura e di riferimento per i successivi trattamenti del suono.

Come già indicato, lo STANDARD ISO 2969-A è il riferimento per il corretto allineamento dei lettori analogici attraverso pellicole campioni che forniscono i segnali relativi.


2. DIGITALI DOLBY, SDDS e DTS

Seguono le Normative richieste dai Detentori dei rispettivi sistemi di codificazione.

I dati digitali corrispondenti ai segnali audio codificati sono stampati sulle copie per i formati Dolby Digitale e SDDS.

Per il formato DTS, i dati digitali corrispondenti al suono vengono incisi su un supporto digitale separato, ugualmente codificato, sincronizzato alla copia del film da un riferimento numerico inciso sulla copia stessa e letto da apposito lettore.

Tutti i sistemi digitali cinematografici adottano algoritmi di compressione dati formulati su esperienze qualificate e utilizzano opportunamente le combinazioni multicanali in modo da rientrare nei Formati di Diffusione in sala previsti dallo Standard ISO 2969-B.

Le tre proposte digitali diffondono lo stesso identico allestimento originale.

Questo è confermato dal recente STANDARD SMPTE RP200, che indica come riprodurre in sala con lo stesso livello lo stesso allestimento originale fatto salvo per la differenza dell'algoritmo usato e per la utilizzazione dei canali discreti usati.

Possiamo ora configurare il Processore che gestisce i segnali audio dal lettore all'ingresso della componentistica di diffusione (amplificatori e altoparlanti) suddiviso nei tre componenti indicati prima :

Ingresso comprendente :
lettura della colonna analogica con riferimento di gestione allo Standard ISO 2969-A
gestione ideale valida sino all'ingresso della manopola del volume di ascolto in sala

Parte centrale comprendente :
i decodificatori analogici
i lettori e decodificatori digitali riferiti a Normative dei Detentori
dei sistemi

Uscita comprendente :
tutte le regolazioni di livello e equalizzazione secondo
lo Standard ISO 2969-B e SMPTE RP200 per tutti i
canali di diffusione
gestione ideale valida sino dalla uscita della manopola del volume di ascolto in sala (posizione standard per i vari tipi di processore)

E' interessante notare che la tecnologia dei lettori è cambiata e si è diversificata in funzione del Formato di Registrazione per la difficoltà della lettura dei dati e per le tipologia dei lettori stessi al fine di diminuire i fattori di correzione insiti in una lettura difficoltosa.

Così ora disponiamo di lettori ottici illuminati da luce bianca o rossa per le colonne analogiche, da luce rossa per i formati digitali, mentre disponiamo di modulatori a luce bianca per l'analogico, luce verde e rossa per i formati digitali.

L'utilizzazione di componentistica della lettura digitale anche per quella analogica ha introdotto miglioramenti qualitativi non indifferenti sul suono analogico avvicinandolo ulteriormente a limiti che si ritenevano irraggiungibili per questo formato.

La più interessante evoluzione tecnologica in questo campo oltre alla utilizzazione della luce rossa anziché bianca, è stata la introduzione del sistema REVERSE SCANNER nell'allestimento della testa ottica di lettura sul proiettore.

 

Tipologia del lettore analogico REVERSE SCANNER

Rovesciando il posizionamento lampada/cellula (luce rossa a guida d'onda posizionata internamente al tamburo di scorrimento della pellicola) e cellula di tipo LCD (esterna al tamburo di scorrimento) e inserendo fra questi un diaframma con una minuscola fessura tra un obbiettivo amplificante 6 volte le dimensioni della colonna e la cellula stessa (come per la lettura dei dati digitali), la definizione delle alte frequenze è notevolmente aumentata portando con facilità la risposta in frequenza del lettore da 20 Hz a 20kHz in modo lineare.

Rimangono tuttavia costruiti e funzionanti ancora i lettori a luce bianca, ma a breve terminerà la fabbricazione di queste lampade.

Riassumendo :

Evoluzione della testa di lettura della colonna analogica su di un proiettore

Originariamente : luce bianca - lettore a cellula tradizionale
posizionamento meccanico tradizionale
Primo passo : luce rossa - lettore a cellula a luce rossa
posizionamento meccanico tradizionale
Reverse scanner : luce rossa a guida d'onda - lettore LCD -
obiettivo 6x -
posizionamento meccanico invertito

Le ditte manifatturiere dei proiettori stanno ora presentando sul mercato dei lettori a luce bianca e rossa con selettore incorporato che garantiscono la possibilità della doppia lettura. Si vedrà più avanti la loro pratica applicazione.

La "TRASMISSIONE" della colonna sonora o delle informazioni di sincrono (formato DTS) dalla Sala di Allestimento alla Sala Cinematografica avviene tramite la copia stampata del film.

Se consideriamo i lettori analogici e digitali sul proiettore come i ricevitori della trasmissione, i registratori fotografici sonori sono da considerarsi i trasmettitori iniziali.

Appositi modulatori di luce inclusi nei registratori fotografici, espongono su pellicola negativa, per ogni formato sonoro , i relativi dati digitali o analogici, disponendoli in sincrono con la scena. La tecnologia odierna offre registratori ottici a esposizione direttamente da scanner guidato da tecnologia digitale.

Siccome la caratteristica dei modulatori digitali è di essere a luce verde o rossa, anziché bianca, come per la tipologia di luce rossa nei relativi lettori sul proiettore, si è dovuto adottare pellicole negative per il suono diverse da quelle in bianco-nero finora usato.

Il processo chimico di un formato bianco-nero è abitualmente composto da un negativo bianco-nero, e da un positivo risviluppato con argento - da cui il nome di "STAMPA in SILVER" ossia con deposito in argento sulla area scura della colonna.

In questo formato, le variazioni di densità della pellicola (bianco-nero) e le analoghe variazioni di luce che formano il segnale elettrico analogico sono abbastanza stabili nel tempo, per la presenza dell'argento che assicura una forte stabilità (compromessa solo dal tipo di supporto del film).

Le copie stampate in Silver richiedono forti però consumo di argento il cui recupero ha un costo superiore al suo valore e soprattutto è fortemente inquinante come residuo chimico di lavorazione.

In alcuni Paesi questo è stato dichiarato non conforme ai problemi ambientali e come tale il suo uso dovrà essere dimesso, anche se in tempi non stretti.

Il risultato di quanto sopra è la seguente EVOLUZIONE NELLA STAMPA delle COLONNE SONORE :

PASSATO :

Normale Suono Negativo
Stampa con risviluppo dell'area della colonna
Colore Blu con risviluppo di argento

Buona lettura con lettore a luce bianca
Mediocre lettura con lettore a luce rossa

PRESENTE :

Negativo suono ottimizzato per processi chimici in Hi-Magenta & Cyan
Stampa con risviluppo dell'area della colonna
o Colore Magenta con risviluppo di argento

Buona lettura con lettore a luce bianca
Mediocre lettura con lettore a luce rossa

FUTURO :

Negativo suono ottimizzato per processi chimici in
Hi-Magenta & Cyan
Stampa SENZA Risviluppo dell'area della colonna
Colore Cyan SENZA Risviluppo di argento

Buona lettura con lettore a luce rossa
Bassa lettura con lettore a luce bianca

Il target che unisce i problemi ambientali con i miglioramenti qualitativi passa quindi per la lettura a luce rossa, uso di pellicole negative a colori, stampe in tipologia Cyan come ultimo target finale..

A ciò si arriverà tramite uno stadio intermedio denominato Hi-Magenta attualmente già in atto in molti paesi; in Italia è in vigore dal 1 Gennaio 2002.

Si stanno organizzando anche in Italia test di stampe di film in Cyan mentre l'adozione di questo formato andrà in vigore quando si avrà raggiunto l'85% dei proiettori a luce rossa negli USA il che si prevede per il 1 Gennaio 2004 o 2005.

Questo aspetto andrà esaminato attentamente dalla Cineteche nella opera di Restauro e Conservazione.

Le PROBLEMATICHE PER RESTAURI E CONSERVAZIONE si possono identificare in questi termini:

  • la conservazione di un negativo suono non in argento può avere un tempo di degrado inferiore all'attuale, essendo il colore un agente organico

  • occorrerà etichettare correttamente i negativi destinati alle varie tipologie di stampa, perché diversamente esposti e sviluppati

  • dovrà essere obbligatorio inserire test di cross-modulation in ogni rullo di film restaurato per permettere comunque ristampe corrette in future ristampe

  • deve essere valutata la conservazione in formato monoaurale

  • è il momento per valutare conservazioni alternative?

L' ALLESTIMENTO tecnologico della colonna sonora dovrebbe seguire fedelmente tutte le specifiche che sono state indicate sino ad ora e che rappresentano il binario su cui scorre il suono del film.

La tecnologia digitale è ora ampiamente utilizzata in tutti gli stadi fin dove possibile, mentre si stanno approfondendo degli studi derivanti dalla applicazione di questa tecnologia, specialmente nei riferimenti del trattamento del suono con riferimento al livello e alla qualità derivante.

Salvo che per alcuni particolari film spettacolari di prevalente contenuto effettistico e quindi dedicati ad un particolare tipo di spettatore che si attende certi risultati sonori, risulta che molti allestimenti sono improponibili allo spettatore, e di fatto non proposti nell'allestimento originale, per il loro forte contenuto energetico molto superiore alle richieste filmiche.

In tutto il mondo questo sta generando informazioni di rigetto dalla sala che spingono l'allestimento ad incrementare ulteriormente di quanto in sala si tende a diminuire.

L'evoluzione di questo aspetto ha messo in moto appositi Comitati che hanno lavorato in diversi Paesi, come in Italia, per definire innanzitutto come misurare il livello generale di un film, volendo lasciare integro e disponibile un concetto dinamico che è caratteristico dell'opera filmica, anche se la odierna tecnologia per motivi non chiari, tende a eliminarlo.

L'unità di misura è stata identificata come Leq(M) ed indica in dB un valore di "fastidio sonoro" che non si deve superare.

Al momento questa unità di misura elettrica e la metodologia relativa di misura è già Standard in Inghilterra, Germania, Francia (dal prossimo 1 Luglio), Sud Africa, Australia, etc. Negli USA e Canada è Normativa.

In Italia una situazione legale diversa, unica nel mondo, richiederebbe la certificazione del film. Alla fine del 2002 verrà approvato uno Standard italiano che permetterà l'applicazione legale anche nelle nostre sale.

Con questa misura è stato possibile in molti paesi formulare una "CERTIFICAZIONE D'ORIGINE LQM" riguardante Pubblicità e Trailers, accettata e liberamente sottoscritta da Produttori, Distributori ed Esercenti. La formula usata è quella di non realizzare negativi suono la cui colonna sonora superi il valore LQM determinato di comune accordo.

Questo eviterà nei cinema ritocchi dei livelli di riproduzione dei filmati pubblicitari a scapito del film che segue.

Con questo si chiude questa panoramica dell'evoluzione odierna dell' intero complesso riguardante la colonna sonora cinematografica.


D - CINEMA: CINEMA ELETTRONICO

E' il futuro ? E' il futuro !
E' un'orgia tecnologica che avanza con molte prospettive interessanti per la spettacolarità di una presentazione filmica. Orgia perché tende a personalizzare anziché a organizzare. Si dovrebbe parlare più propriamente di CINEMA ELETTRONICO, perché la complessità messa in moto è molto superiore alla figura del proiettore, del film, dei contenuti. E' una innovazione che nasce e quindi sarà senz'altro apportatrice di benefici tecnologici e di fruizione anche se, come si dice in questi casi, non si ancora bene di cosa si parla, di che mondo futuro si farà portatore. Il gioco è però molto interessante e fa parte della vita di domani.

Grazie per la Vostra attenzione.

Federico Savina

 
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