|
Di Luigi Petrin
A causa dei sistemi FM e dei suoi riproduttori stereofonici
tra la massa, il pubblico non accettava facilmente il suono
monoaurale, disturbato per di più da rumori spuri.
D'altro canto il pistaggio molto costoso non consentiva di
sfruttare a pieno un film stereofonico per l'inadeguatezza
della maggioranza delle sale del tempo, le quali disponevano
di sistemi sonori monofonici.
Dolby escogitò un metodo per ridurre il rumore di fondo
e rendere più gradevole e pulito il segnale acustico
proveniente dalla colonna ottica.
Come noto, ogni passaggio e riversamento diminuisce il volume
del segnale acustico e aumenta il rumore dovuto al trasferimento
da un mezzo all'altro.
Con il sistema DOLBY A lo spettro sonoro viene diviso in quattro
porzioni e, durante la riproduzione, viene decodificata ogni
singola parte restituendola così nella combinazione
con volume aumentato rispetto al livello del segnale stesso.
In sostanza il volume del segnale acustico veniva amplificato
notevolmente, in sede di registrazione del film, in cui entrava
inevitabilmente anche il rumore di fondo. In sede di proiezione
il processore sonoro riduceva il volume del segnale proveniente
dalla colonna sonora riportando così al valore normale
il segnale, e di conseguenza riduceva in maniera considerevole
il livello del rumore di fondo.
Il DOLBY A però agiva su tutto lo spettro sonoro (20
Hz - 20000 Hz) e poiché il rumore di fondo è
limitato alle medio-alte frequenze venne sviluppato un DOLBY
B che agiva allo stesso modo del precedente DOLBY A, ma solo
nello spettro delle frequenze medio-alte.
Nel 1972 la Kodak prese in esame il sistema e notò
che il risultato della dolbizzazione era tale da poter dividere
in due la colonna ottica ad area variabile dei films senza
che venisse ridotta la resa acustica.
Questo fatto dava la possibilità di riprodurre i films
in impianti sia monofonici che stereofonici, con l'unica differenza
che negli impianti monofonici il sonoro finale era leggermente
più brillante.
Applicando il sistema a doppia colonna sonora al 16mm si apriva
la possibilità di registrare i films in due lingue
sfruttando alternativamente le due colonne a seconda della
lingua desiderata. C'è da tenere presente che negli
anni '70 erano molte le sale attrezzate sia del 16mm che del
35mm.
La Kodak pensò anche di inserire una terza colonna
sonora tra le due sperimentate, in modo soddisfare completamente
l'esigenza delle tre sorgenti acustiche stereofoniche.
Allo scopo, la RCA aveva costruito uno speciale apparecchio,
ma le tre piste esigevano un rigoroso allineamento sia in
fase di stampa che in quella di proiezione, vanificando ogni
tentativo.
Nel 1976 Dolby invece creò un sistema che superava
ogni difficoltà limitando le colonne sonore a due sole:
il DOLBY SR (Spectral Recording).
|