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Le caratteristiche dell'immagine IMAX
Mario Calzini

L'idea base dell' Imax nasce da una situazione fisiologica: la visione umana è composta da due sensazioni, quella del particolare e la visione periferica.
Noi percepiamo i dettagli in una ristretta zona del campo visivo (centro di attenzione), il resto del campo, in maniera molto approssimativa, ma tuttavia tale da indurci a spostare il bulbo oculare in modo di centrare una zona che improvvisamente ci ha interessato, distinguerne i particolari e giudicarne l'importanza.
Il cinema con il montaggio meccanizza questo procedimento: davanti a un campo lungo, se in una zona succede qualcosa e si vuole portare l'attenzione su quella determinata parte dell'immagine, il regista previene la ricerca e con uno stacco riduce il campo alla zona dell'avvenimento, come se ci si avvicinasse alla zona interessata.

Gli inventori canadesi pensarono che si poteva lasciare all'occhio la libertà di scegliersi la zona dell' immagine da esplorare, spostando liberamente su di essa il centro di interesse, purché ogni qualsiasi zona prescelta fosse in grado di mostrare un perfetto dettaglio. Per consentire questa libertà occorreva uno schermo che fosse così grande da occupare quasi tutto il campo visivo dello spettatore (circa 170° in orizzontale), ma anche dovunque definito da riprodurre il dettaglio degli elementi contenuti in tutte le sue parti.
Per occupare tutto il campo di visione non contano soltanto le sue dimensioni, quanto la distanza di esso dallo spettatore.

Una normale proiezione del 35 mm su uno schermo che occupasse tutto il campo visivo, darebbe luogo a una immagine priva di particolari. Occorre dunque una pellicola a definizione maggiore e quindi di maggiore area utile sul film.
La superficie utile di un normale fotogramma 35 mm è intorno ai 315 mm2, per la visione dei particolari occorre una pellicola che abbia almeno 10 volte tale superficie.
Non era facile trovarla. I canadesi ebbero l'idea dal VistaVision nel quale la pellicola scorre orizzontalmente. Applicarono lo stesso principio ma utilizzando il film da 70 mm. I fotogrammi scorrendo orizzontalmente possono arrivare ad avere la larghezza che si vuole.
Fu scelta una base di 15 perforazioni, pari a 71,25 mm, mentre in altezza fu occupata tutta quella disponibile tra le perforazioni, 51 mm circa. Un fotogramma copre allora intorno ai 3.600 mm2, più di 10 volte la superficie massima del 35 mm. I 3 - 4 milioni di dettagli registrati sul film da 35 mm divengono allora, nel 70 mm orizzontale, 30 - 40 milioni e l' uomo, posto davanti a uno schermo che occupa quasi tutto il suo campo visivo, potrà passare da un punto all'altro dell' immagine mantenendo la stessa percezione del dettaglio.

Prendiamo il caso di una scena di un film sull' impresa di Nobile, quando volle in dirigibile raggiungere il Polo Nord. Una tempesta abbatté parte dell' astronave lasciando alcuni uomini sul pack. La scena rappresenta l'immensa distesa del pack, vista da una certa altezza mostrando la tenda rossa e gli uomini al lavoro per proteggersi dal ghiaccio. A un certo momento in un estremo dell'immagine entra in scena un orso. Pericolo e salvezza insieme, dato che l'orso è cattivo e può attaccare il gruppo, ma rappresenta anche una riserva di cibo se può essere abbattuto: pericolo e salvezza.
Una normale regia con film 35 mm avrebbe inquadrato prima il totale, con, appena distinguibili, gli uomini al lavoro sotto il puntino rosso della tenda "rossa". Poi di stacco, o con una zoomata, si vedrebbe l'insediamento da più vicino distinguendone i particolari in modo di riconoscere gli uomini. Si tornerebbe poi al campo lungo per accorgersi che in un angolo è apparso un orso: altro stacco mostrerebbe il dettaglio della bestia, successivi campi ravvicinati destinati alternativamente all'animale e alle persone renderebbero visibili le reciproche posizioni, fino a che a media distanza si assiste all'abbattimento dell'orso.

Nell'immagine Imax non è necessario alcun cambio di campo: lo spettatore assiste all' evento come se fosse affacciato alla finestra, spostando l'occhio verso l' interesse del momento. Può non piacere ai puristi del linguaggio cinematografico, ma, in alcune situazioni l'inseguimento puro della realtà può essere necessario come nelle riprese scientifiche o nel racconto di avvenimenti reali nei quali i fattore tempo deve assicurare la continuità assoluta.

Si può quindi affermare che l' immagine Imax avvicina all' azione molto più realisticamente che con il film standard, tanto realisticamente che, se la macchina da presa fa una panoramica, lo spettatore crede di sentire, sotto di sè, che il pavimento si muove, piuttosto che tener presente che è l'immagine, a scorrere.
La ricchezza dettagli è quindi la vera essenza dell' immagine Imax.


 
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