| L'idea
base dell' Imax nasce da una situazione fisiologica: la visione
umana è composta da due sensazioni, quella del particolare
e la visione periferica.
Noi percepiamo i dettagli in una ristretta zona del campo
visivo (centro di attenzione), il resto del campo, in maniera
molto approssimativa, ma tuttavia tale da indurci a spostare
il bulbo oculare in modo di centrare una zona che improvvisamente
ci ha interessato, distinguerne i particolari e giudicarne
l'importanza.
Il cinema con il montaggio meccanizza questo procedimento:
davanti a un campo lungo, se in una zona succede qualcosa
e si vuole portare l'attenzione su quella determinata parte
dell'immagine, il regista previene la ricerca e con uno stacco
riduce il campo alla zona dell'avvenimento, come se ci si
avvicinasse alla zona interessata.
Gli inventori canadesi pensarono che si poteva lasciare all'occhio
la libertà di scegliersi la zona dell' immagine da
esplorare, spostando liberamente su di essa il centro di interesse,
purché ogni qualsiasi zona prescelta fosse in grado
di mostrare un perfetto dettaglio. Per consentire questa libertà
occorreva uno schermo che fosse così grande da occupare
quasi tutto il campo visivo dello spettatore (circa 170°
in orizzontale), ma anche dovunque definito da riprodurre
il dettaglio degli elementi contenuti in tutte le sue parti.
Per occupare tutto il campo di visione non contano soltanto
le sue dimensioni, quanto la distanza di esso dallo spettatore.
Una
normale proiezione del 35 mm su uno schermo che occupasse
tutto il campo visivo, darebbe luogo a una immagine priva
di particolari. Occorre dunque una pellicola a definizione
maggiore e quindi di maggiore area utile sul film.
La superficie utile di un normale fotogramma 35 mm è
intorno ai 315 mm2, per la visione dei particolari occorre
una pellicola che abbia almeno 10 volte tale superficie.
Non era facile trovarla. I canadesi ebbero l'idea dal VistaVision
nel quale la pellicola scorre orizzontalmente. Applicarono
lo stesso principio ma utilizzando il film da 70 mm. I fotogrammi
scorrendo orizzontalmente possono arrivare ad avere la larghezza
che si vuole.
Fu scelta una base di 15 perforazioni, pari a 71,25 mm, mentre
in altezza fu occupata tutta quella disponibile tra le perforazioni,
51 mm circa. Un fotogramma copre allora intorno ai 3.600 mm2,
più di 10 volte la superficie massima del 35 mm. I
3 - 4 milioni di dettagli registrati sul film da 35 mm divengono
allora, nel 70 mm orizzontale, 30 - 40 milioni e l' uomo,
posto davanti a uno schermo che occupa quasi tutto il suo
campo visivo, potrà passare da un punto all'altro dell'
immagine mantenendo la stessa percezione del dettaglio.
Prendiamo il caso di una scena di un film sull' impresa di
Nobile, quando volle in dirigibile raggiungere il Polo Nord.
Una tempesta abbatté parte dell' astronave lasciando
alcuni uomini sul pack. La scena rappresenta l'immensa distesa
del pack, vista da una certa altezza mostrando la tenda rossa
e gli uomini al lavoro per proteggersi dal ghiaccio. A un
certo momento in un estremo dell'immagine entra in scena un
orso. Pericolo e salvezza insieme, dato che l'orso è
cattivo e può attaccare il gruppo, ma rappresenta anche
una riserva di cibo se può essere abbattuto: pericolo
e salvezza.
Una normale regia con film 35 mm avrebbe inquadrato prima
il totale, con, appena distinguibili, gli uomini al lavoro
sotto il puntino rosso della tenda "rossa". Poi
di stacco, o con una zoomata, si vedrebbe l'insediamento da
più vicino distinguendone i particolari in modo di
riconoscere gli uomini. Si tornerebbe poi al campo lungo per
accorgersi che in un angolo è apparso un orso: altro
stacco mostrerebbe il dettaglio della bestia, successivi campi
ravvicinati destinati alternativamente all'animale e alle
persone renderebbero visibili le reciproche posizioni, fino
a che a media distanza si assiste all'abbattimento dell'orso.
Nell'immagine Imax non è necessario alcun cambio di
campo: lo spettatore assiste all' evento come se fosse affacciato
alla finestra, spostando l'occhio verso l' interesse del momento.
Può non piacere ai puristi del linguaggio cinematografico,
ma, in alcune situazioni l'inseguimento puro della realtà
può essere necessario come nelle riprese scientifiche
o nel racconto di avvenimenti reali nei quali i fattore tempo
deve assicurare la continuità assoluta.
Si può quindi affermare che l' immagine Imax avvicina
all' azione molto più realisticamente che con il film
standard, tanto realisticamente che, se la macchina da presa
fa una panoramica, lo spettatore crede di sentire, sotto di
sè, che il pavimento si muove, piuttosto che tener
presente che è l'immagine, a scorrere.
La ricchezza dettagli è quindi la vera essenza dell'
immagine Imax.
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