| Una sera, durante lo spettacolo
delle 10.30, stavo, come al solito, facendomi gli affari miei
in cabina, quando suona il citofono.
Normalmente non è una cosa tanto strana, ma dal tono
della maschera capisco subito che davvero c'è qualcosa
che non va.
Mi dice, con un tono di panico, che c'è un bel po'
di fumo in galleria… e che io sono l'"operatore",
e che la faccenda riguarda me!
Me, che ho sempre pensato che se mai mi dovesse capitare un
incendio nel locale, faccio finta di svenire (in un luogo
sicuro).
Si va be', ho anche l'attestato di addetto antincendio, ma,
insomma, perché una cosa del genere doveva capitare
proprio a me, e non al mio collega che mi sostituisce negli
altri giorni, per esempio?
Tutte queste cose le pensavo mentre scendevo la scala di ferro
che dalla cabina porta in strada, per entrare nel locale e
affrontare con bestemmiante ma ferma determinazione il principio
di incendio.
Dovete sapere che nella galleria di quel locale c'è
una porta, con dietro uno sgabuzzino; lì dentro c'e
anche la distribuzione principale dell'energia elettrica,
con i contatori, il rifasatore, i raddrizzatori e tanti begli
scatoloni di patatine e altre tipiche specialità del
bar del cinema.
La maschera mi ragguaglia sulla situazione: il fumo sparso
per la galleria filtra attraverso la porta chiusa del famigerato
sgabuzzino, il pubblico comincia a scendere dalle scale e
io dovrei andare ad aprire quella porta… Mi rassegno,
bestemmiando ulteriormente, e comincio a salire e a fare mente
locale su dove sono situati gli estintori in galleria.
Nella mia fantasia era tutto un rogo di patatine, e fiumi
di liquirizia fusa, dietro quella porta…
Quando arrivo davanti allo sgabuzzino, noto che è già
aperto e che la luce è accesa, col fumo che esce denso
e grigiastro da dentro. Un personaggio sconosciuto aveva aperto
la porta grazie alle chiavi fornite dal barista. Mi avvicino
e si presenta, con molto garbo: è il Caposquadra dei
Vigili del Fuoco "Pinco Pallino", che casualmente
stava guardando il film proprio in galleria; si era subito
accorto del fumo, era andato a rivolgersi al barista, si era
fatto consegnare le chiavi e procurare un estintore, era tornato
su e aveva aperto la porta con precauzione professionale.
E adesso mi spiega che un teleruttore del rifasatore (da lui
già aperto e ispezionato) era andato in corto, l'interruttore
magnetotermico del quadro elettrico aveva fatto il suo dovere,
ma il materiale auto-estinguente di cui era composto il teleruttore
era vecchio, e bruciando aveva generato tutto quel fumo spettacolare,
mentre la fiamma si auto-estingueva.
Mi rassicura che non c'è più alcun pericolo
e non vuole nemmeno essere rimborsato del biglietto, non accetta
nemmeno di bere qualcosa dal barista perché "ha
fatto solo il suo dovere"!
E io posso fare rapporto al gestore con gran cura di particolari
e buona dovizia di termini… Eh si, l'ho sempre detto:
per fare il proiezionista bisogna soprattutto aver fortuna!
Elena
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