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Di Luigi Petrin
Come ormai si sa, quando il cinema è nato non esisteva
ancora un sistema per riprodurre i suoni relativi alle scene,
ne tanto meno apparecchi elettronici in grado di realizzare
la cosa. I films erano muti. Nei primi anni di vita del cinema
il film veniva proiettato in sala con macchine prive di tali
dispositivi e per rendere le proiezioni meno "pesanti"
veniva abbinato al film un musicista, solitamente un pianista,
il quale accompagnava le scene con dei brani musicali variando
il tono della musica in base alle scene.

Nei primi anni del novecento si fecero molti tentativi per
aggiungere il suono alle immagini, ma fu Thomas A. Edison
il pioniere del suono nel cinema. Il celebre inventore della
lampadina, infatti, cercò di abbinare il suo fonografo
alle immagini in movimento. A dire il vero Edison sviluppò
questo sistema per il Cinetografo il quale era più
simile ad un armadio che a un proiettore come lo conosciamo
oggi. Chi voleva assistere alla proiezione doveva introdurre
una moneta ed osservare il film attraverso un oculare simile
a quello delle moderne cineprese chiamato loupe. Quando il
film durava 1 minuto il pubblico assisteva ad una proiezione
media per quei tempi.
La pellicola 35mm non era ancora prodotta e in Francia - patria
del cinema - si usava ancora un supporto con fotogrammi 40x60mm.
Si deve a W. K. Dickson l'uso della celluloide perforata 35mm
che poi produsse in scala industriale per le sale dell'epoca.
Il formato divenne presto uno standard ed è quello
che conosciamo oggi. L'unica differenza sta nel fatto che
il supporto era in nitrato di cellulosa, quindi infiammabile,
mentre oggi è in poliestere.
Definito, quindi, lo standard cinematografico della pellicola
si passò a sviluppare un sistema unico per riprodurre
suono e immagini sullo stesso supporto.
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