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sistema di automazione, detto anche "a matrice",
fu messo a punto dalle ditte Prevost e Kinoton in risposta
al sistema automatico a scheda. Del tutto omologo ad esso
in quanto alle funzioni che poteva eseguire, risultò
anche più pratico e funzionale.
Il sistema a cavalieri programma l'automatismo di una coppia
di proiettori mediante una serie di fori disposti a griglia,
in cui possono essere inseriti degli spinotti, detti appunto
cavalieri o anche diodi. Ogni cavaliere non è altro
che un ponticello che, una volta inserito, chiude e abilita
il circuito corrispondente all'interno della matrice.
A ben guardare, la disposizione a griglia della matrice ricalca
lo schema della scheda; righe e colonne della ghiera fanno
sì che ogni foro corrisponda ad una operazione da eseguire,
all'interno di una sequenza in successione o passo di programma.
Ogni foro corrisponde alla possibilità di effettuare
un'operazione, e ponendovi il cavaliere si programma il sistema
perchè l'operazione venga effettivamente eseguita.
Anche nel sistema a cavalieri la pellicola dovrà essere
preparata con adesivi metallici opportunamente disposti per
essere rilevati da sensori posizionati sul proiettore.
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