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La meccanica del proiettore

Il proiettore cinematografico è un meccanismo progettato per riprodurre i movimenti delle immagini analizzati da una macchina da presa. La meccanica utilizzata dai vari modelli di proiettore 35 o 70 mm può presentare sensibili differenze; i nuovi impianti audio possono rendere atipico lo schema del percorso di base della pellicola, così come i sistemi di caricamento alternativi - pensiamo ai "piatti" -.

La collocazione e l'utilizzo di questi nuovi congegni verranno trattati in dettaglio nei paragrafi a loro dedicati. In questa sede, invece, verrà considerata la meccanica di un sistema di proiezione tradizionale.
I requisiti fondamentali del proiettore si riassumono: nel fatto che deve guidare la pellicola mantenendola sempre su di un piano preciso; far procedere la pellicola con moto di marcia / arresto nello sportello di proiezione ma con moto continuo negli altri punti del passaggio e specialmente nei sistemi di lettura del sonoro; intercettare il fascio di luce durante la fase di spostamento del fotogramma nello sportello di proiezione; proiettare a distanza su uno schermo l'immagine del fotogramma, il che avviene grazie ad un sistema di obiettivi.
Il proiettore cinematografico è (tradizionalmente) costituito da:

  • un piedistallo
  • una tavola di supporto
  • una lanterna
  • un tubo di espulsione del calore
  • il "castello" o corpo macchina
  • un complesso meccanico di traino, scorrimento ed otturazione del film da
    proiettare
  • due bracci porta bobine
  • uno o più sistemi di lettura del sonoro
  • il sistema ottico
  • rulli folli che contengono i cambiamenti di direzione della pellicola
  • organi accessori quali: comandi, dispositivi di sicurezza

Il castello del proiettore è il corpo centrale che contiene l'apparato per la proiezione ottica dell'immagine e il sistema di lettura del sonoro; solitamente è sostenuto dalla tavola di supporto montata sul piedistallo. Si appoggia sulla tavola anche la lanterna, che contiene la lampada xenon indispensabile per fornire la luce di proiezione.
Dal corpo centrale della macchina si dipartono: superiormente una struttura di supporto dove si posiziona la bobina da proiettare, inferiormente un braccio analogo per la bobina che raccoglie il film proiettato man mano che esce dagli organi di trascinamento. La suddivisione, comunque, serve solamente per fini analitici.

Il film da proiettare viene avvolto su una bobina (bobina svolgitrice) il cui foro centrale viene infilato su di un perno del braccio porta bobine superiore. Il perno può avere un diametro di 9 o di 12,7 mm e termina con un giunto detto nasello che, piegato, assicura la bobina nella sua sede. Infatti la bobina, girando, tenderebbe a cadere dal perno se fosse libero e dritto.
La pellicola deve essere stata avvolta in bobina in modo che l'emulsione si trovi verso il centro; va posizionata sul perno facendo sì che l'inizio del film scenda dalla parte anteriore con le immagini orientate verso il basso e la colonna sonora verso di noi.
Il porta bobina superiore è munito di frizioni perché non si verifichi uno svolgimento incontrollato del film.

Per il seguito della spiegazione fare riferimento al percorso film.

Uscito dalla bobina il film, guidato da un rullo folle (cioè che gira liberamente sul suo albero) impegna un rocchetto dentato detto rocchetto di svolgimento o debitore superiore; di solito è un rocchetto a 32 Z, cioè possiede due file di 32 dentini. Questo rocchetto è collegato al motore e si muove con un moto continuo, trainando la pellicola che si svolge, dunque, dalla bobina superiore.
I rocchetti dentati sono sempre corredati da un dispositivo a molla detto pressore, che serve a mantenere la pellicola aderente ai dentini di trascinamento.
Dopo essere uscita dal debitore superiore, la pellicola viene imprigionata nello sportello di proiezione, punto in cui viene esposta alla luce della lampada xenon da dietro e ingrandita dall'obiettivo posto davanti allo sportello, quindi viene proiettata sullo schermo. Il lato con l'emulsione deve essere orientato verso la lanterna.
Immediatamente sotto allo sportello la pellicola si aggancia ad un rocchetto a 16 Z - 16 denti (rocchetto della Croce di Malta o rocchetto di scatto), il quale è montato su di un albero che si muove di moto intermittente, il famoso andamento di marcia / arresto che permette l'illusione cinematografica con la proiezione di fotogrammi fissi in velocissima successione. Il rocchetto della Croce di Malta è così chiamato perché riceve movimento dal "Blocco Croce di Malta", un particolare sistema di ingranaggi posto all'interno del corpo macchina, che vedremo meglio in dettaglio.
Il film si disimpegna dai denti del rocchetto di scatto e si dirige, guidato da una serie di rulli folli e passando nel sistema di lettura sonoro, ad agganciarsi ad un altro rocchetto dentato a 32 denti, che, in analogia col primo, si chiama rocchetto raccoglitore o debitore inferiore. Quest'ultimo traina il film con un moto continuo a velocità costante e lo avvia a raccogliersi, appunto, nella bobina posta inferiormente. Il porta bobina inferiore è munito di frizioni come quello superiore; il perno viene fatto ruotare - da un motore elettrico indipendente o da un collegamento meccanico con il movimento della macchina - per avvolgere la pellicola già proiettata.
Nei punti, lungo il percorso film, in cui il tipo di moto cambia stato, cioè da continuo diventa intermittente e viceversa, bisogna usare un accorgimento per caricare la pellicola nel proiettore. Infatti, se in questi punti la pellicola fosse tesa, la differenza di trazione causerebbe presto rotture e lacerazioni. Per questo motivo, appena sopra lo sportello di proiezione e appena dopo il passaggio nel rocchetto Croce di Malta, bisogna che la pellicola formi un'ansa, detta in gergo "riccio" o "scorta".

Abbiamo così:

il riccio superiore, che va dal rocchetto debitore allo sportello di proiezione;

il riccio inferiore, posto appena dopo il rocchetto Croce di Malta.

I due ricci compensano la differenza tra moto continuo e moto intermittente aumentando e diminuendo di lunghezza: il riccio superiore si riduce quando la Croce di Malta avanza di uno scatto, e si ingrandisce durante la fase di arresto; il riccio inferiore lavora in controfase con l'altro (mentre quello aumenta, questo si riduce).

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