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1. Il formato monoaurale di ascolto
In una sala cinematografica lo standard internazionale di
ascolto è fissato sotto la denominazione di "Academy"
nella formulazione rilasciata dalla SMPTE da lungo tempo.
Vi è anche uno standard ISO equivalente.
Come per tutti gli standard, esso rappresenta il miglior
adattamento alle condizioni di ascolto in una sala cinematografica
di una colonna incisa in formato monoaurale (vedi successiva
registrazione monoaurale su supporto fotografico).
Questo standard è in uso da lungo tempo quindi risente
di una certa vecchiaia, ma è ancora valido. Esso prevede
un altoparlante centrale posizionato retroschermo, dotato
di un primordiale "muro del suono" (ossia alette
di legno che fuoriescono dalla cassa dell'altoparlante) per
meglio diffondere la parte bassa delle medie frequenze non
interessate dalla emissione del tweeter.
Da ricordare che le sale cinematografiche monoaurali datate
erano sale riverberanti, sedie in legno, pavimenti in marmo
e pareti a stucco o verniciate.
Lo standard prevede che la risposta acustica del sistema
di ascolto (ossia la rispondenza su di un microfono posizionato
in sala a captare un segnale elettrico di tipo pink-noise
originariamente compreso fra 80 Hz e 8 KHz) sia lineare da
circa 80 Hz a 3,5 KHz, per scendere a -4,7dB a 5 KHz e -13dB
a 7 kHz. La misura acustica tiene conto dello schermo innanzi
l'altoparlante e della risposta della sala.
Il microfono deve essere posizionato a 2/3 della sala dallo
schermo e non nella perfetta linea centrale e soprattutto
non nel corridoio centrale se esiste (che normalmente è
di marmo e aumenta le riflessioni).
Sono previsti aggiustamenti di un maggior taglio per sale
molto grosse, ed un minor taglio per sale molto piccole (normalmente
- /+ 2 dB da 7 KHz ) rispetto ai dati di cui sopra. La linearità
di risposta è compresa in + / - 3dB.
Se l'altoparlante è in grado di riprodurre frequenze
al di sotto dei 50 Hz (anche con una perdita di 4dB) è
accettabile perchè vuol dire che a 80 Hz è ancora
lineare.
Non sono previsti livelli di ascolto nello standard salvo
quello di un ascolto privo di distorsioni ai livelli abituali.
Piuttosto generico, ma era per i tempi passati.
Oggi gli apparati amplificatori e riproduttori sono di qualità
buona anche se di modesto costo (sempre comparato ad un apparato
cinema, non HiFi).
Oggi le sale cinematografiche riproducono formati monoaurali
utilizzando apparati perfezionati basati su formati stereofonici
quindi i punti di partenza sono migliorati; ma siccome le
sale nel frattempo sono migliorate anch'esse -in termini di
minor tempo di riverberazione- e sono più assorbenti,
vi è più precisione nel dettaglio di riproduzione
e puntamento dei suoni, si verifica che il fruscio, che prima
era "nell'aria riverberante della sala", oggi appaia
come un suono nitido, pulito e puntato verso lo spettatore;
in un certo senso è stato migliorato anche l'ascolto
del fruscio che può divenire più apprezzabile
se non coperto dagli ambienti insiti nel suono.
N.B. - La perdita di alte frequenze nel sistema di ascolto
aveva lo scopo di ridurre il fruscio della colonna ottica
sia di allora che di oggi; infatti la dinamica di un processamento
ottico è di 40/45 dB quindi non vi è molto da
aspettarsi.
Questa mancanza veniva compensata da una maggiore filtratura
in accentuazione sulle frequenze attorno all'area 2 - 4 KHz
dove si conferisce presenza, ma che creava maggiore distorsione
e accentuazione di nasalità (o se meglio si vuol dire
suono "telefonico"). Questo suono è in effetti
la caratteristica dei film vecchi, accompagnato dalla cosidetta
"voce portata".
Si deve anche notare che nelle sale di allora il fruscio
non si notava proprio per la caratteristica della sala più
riverberante, la mediocre qualità degli altoparlanti
e della equalizzazione usata nel suono; quello che venivano
percepite erano principalmente le spuntinature dovute alla
sporcizia che raccoglieva la pellicola.
Comunque il sistema ha funzionato correttamente sino all'arrivo
del Dolby Stereo alla fine degli anni 80.
2. Il processamento ottico come fattore di trasmissione
Consideriamo la copia come elemento di trasmissione della
colonna sonora tra lo studio di mixage e la sala cinematografica.
Questo elemento si basa su aspetti chimico-fotografici ed
è gestita da personale e laboratori chimici e sfrutta
l'esposizione di una pellicola negativa e la stampa su di
una pellicola positiva per contatto tra le due emulsioni esattamente
come per l'immagine.
Come tutti i tipi di trasmissione, la conversione da segnale
elettrico a segnale ottico fotografato (fatto nel recorder
ottico) - la stampa - la riconversione da segnale ottico fotografato
a segnale elettrico (fatto nella cellula di lettura del proiettore
al cinema) è soggetto a condizionamenti relazionati
:
A - all'ampiezza massima del segnale registrabile
B - al livello del fruscio naturale di fondo
C - alla risposta in frequenza di tutto il sistema
D - alla distorsione introdotta dall'intero sistema
E - alla condizione di lettura sul proiettore
A. La massima ampiezza del segnale registrabile è
limitato dalla larghezza dell'area dove il suono è
"fotografato".
L'ampiezza dell'area , il cui valore standard è di
circa 2mm così come standard è il suo posizionamento
sulla pellicola 35mm , corrisponde normalmente all'80% della
modulazione elettrica ( -1dB rispetto al 100% di modulazione)
ed il suono è visibile sotto forma "bilaterale"
ossia modulata da entrambi i lati rispetto ad una linea mediana
centrale. Non è immaginabile superare il valore del
100% di modulazione elettrica semplicemente perché
non vi è lo spazio fisico per metterlo. Per questo
il segnale registrato viene compresso in sede di registrazione
(se non si è provveduto prima).
B. Il livello del fruscio è insito nel sistema ottico
di lettura (preamplificazione) e nelle caratteristiche dei
materiali usati -negativi e positivi- ed i relativi processamenti
di sviluppo e stampa. Oggi è relativamente noto come
minimizzare questi fenomeni. E' logico che il fruscio maggiormente
ascoltabile risiede nell'area della alte frequenze dato che
quello relativo alle medie frequenze viene normalmente coperto
da fruscii originali o ambientazioni normali alla presa diretta
o da altri suoni.
Diverso come detto il "crepitio" dovuto alle "spuntinature"
ossia puntini neri nell'interno di una colonna sonora.
Vi è un bilancio psicoacustico, in quanto con segnali
forti il fruscio o le spuntinature non vengono percepite come
tali dal nostro sistema di ascolto, ma siccome il suono inciso
è una modulazione intorno ad un punto centrale, si
deve comunque tenere aperta una finestra minima centrale (che
sulla copia stampata è chiara) per accettare segnali
anche deboli ed in questa area chiara se senza suoni ambientali
di supporto, si vengono ad inserire i segnali di fruscio e
le spuntinature.
Se in sede di allestimento di una colonna si evitasse di avere
silenzio come "mancanza di suoni" utilizzando invece
silenzi "formati da suoni" opportunamente predisposti
in livello e contenuto spettrale, il fruscio non sarebbe udibile;
oltre al livello, l'effetto mascheramento dipende anche dallo
spettro dei suoni concomitanti.
Come dire che il fruscio chiaro è molto più
udibile su un suono scuro che su un suono chiaro e viceversa.
Questo è un avviso ai naviganti che montano i suoni
sull'ottico.
Il registratore ottico ha una specie di silenziatore automatico
che adatta la larghezza della minima area aperta (è
detto "il filetto" e lo si vede in proiezione) al
livello del suono registrato e lo fa quasi in tempo reale
con un ritardo di 22 msec tra arrivo del segnale al registratore
ed effettiva registrazione; in questo periodo di tempo il
registratore adatta la larghezza del filetto all'ampiezza
del segnale. L'apertura sarà quindi del 50% quando
il segnale di modulazione avrà una ampiezza del 100%
e agisce in pratica come un riduttore di fondo meccanico.
L'apparizione del formato Dolby Stereo con la introduzione
nella modulazione dei riduttori di rumore di fondo di tipo
A e SR, ha contribuito fortememente a ridurre la capacità
di "sentire" fruscii e spuntinature contribuendo
ad un aumento della capacità dinamica del medesimo
sistema ottico dal valore di 40/45dB al valore 50/55dB con
il Dolby A sino al valore 95/100dB con il Dolby SR.
C. La risposta in frequenza della trasmissione (includendo
anche l'intero processamento) dipende dalla risposta fisica
del sistema, sia di incisione che di lettura, alla riproduzione
delle alte frequenze.
La registrazione viene filtrata con un filtro di banda da
60/80Hz a 8/10KHz e dipende dalla qualità di nitidezza
che il registratore è in grado di dare (la fessura
illuminata deve essere in grado di delineare correttamente
sino a 10.000 variazioni di ampiezza di luce su una lunghezza
di pellicola pari a 24 fotogrammi e nel tempo di un secondo).
Lo stesso criterio vale per la cellula che legge la colonna
stampata che deve essere in grado di identificare le 10.000
variazioni di ampiezza di luce di cui sopra. Le variabilità
sul risultato dovute alla stampa sono oggi ben note.
D. La distorsione introdotta dall'intero sistema di processamento
fotografico è oggi nota e sarebbe controllabile attraverso
l'utilizzazione di un procedimento di controllo definito come
"cross-modulation". Attraverso questo controllo
si può arrivare a produrre copie stampate a bassissimo
contenuto di distorsione (dell'ordine del 1% per modulazioni
sino all'80% di ampiezza.
Sopra il valore del 100% la distorsione sarebbe massima, ma
come indicato prima, non è registrabile un segnale
superiore a tale valore e appositi "tagliatori"
sono presenti in registrazione per evitare danni al registratore
stesso.
Se si procede incuranti di questo, il segnale fotografico
appare "tosato" completamente.
E. La lettura sul proiettore.
Se le condizioni e l'allineamento meccanico della cellula
fotoelettrica che trasforma le variazioni di luce in variazioni
elettriche sono esattamente combacianti con il posizionamento
della colonna sonora sulla copia legge (copia ufficiale),
la risposta in frequenza, linearità, distorsione è
da ritenersi allineata per la riproduzione da realizzarsi
in sala.
Il maggiore handicap del lettore è la variazione del
segnale elettrico in funzione della quantità di luce
che arriva dalla lampada di eccitazione ed è quindi
da essa dipendente. Questo ovviamente agisce sul livello del
suono riprodotto in sala a parità di posizionamento
della manopola del volume di ascolto. Appositi regolatori
sui preamplificatori sono in grado di compensare perdite di
risposta alle alte frequenze e linearizzare queste allo spettro
di risposta in frequenza richiesto dagli standard.
Il problema odierno è che la cellula normalmente installata
sul proiettore è comunque una cellula stereo (ossia
formata da due cellule vicine fra loro, ognuna larga 0.96mm
con una piccola separazione fra di loro e l'insieme delle
due comprese nell'area standard indicata al punto A.
Siccome anche i registratori non sono generalmente più
monoaurali, ossia a traccia bilaterale singola ma bicanali
bilaterali per permettere con le stesso lettore anche registrazioni
e riproduzioni stereofoniche, ne risulta un minor livello
di segnale di uscita per ogni singolo canale a cui si rimedia
con una maggiore preamplificazione unitamente ad una maggiore
linearità di risposta come richiesta dai formati stereofonici
sino a 20.000 periodi (hertz) al secondo anziché i
10.000 prima considerati. I componenti odierni assicurano
per un maggior guadagno un contenuto di fruscio minore, ma
la maggior chiarezza del segnale - fruscio riprodotto, si
traduce in una maggiore "chiarezza", come accennato
sopra (paragrafo 1).
Una ulteriore complicazione è data dalla caratteristica
del lettore ottico sul proiettore. Oggi sono disponibili lettori
cosiddetti a "luce bianca" e a "luce rossa".
Queste sono due tipologie di componentistica entrambe valide
ma molto diverse nella capacità di leggere le variazioni
fotografiche delle nuove pellicole e dei nuovi processamenti
di stampa che si sono sviluppati negli ultimi tempi. Sul versante
pellicole sono apparsi nuovi prodotti pancromatici e ortocromatici,
ossia a colori anziché a bianco e nero, le formulazioni
di stampa di queste pellicole stanno passando da quelle denominat"Silver"
(ossia "argento") a quelle "High Magenta"
in vigore da quest'anno a quelle future in "Cyan"
ed i lettori a luce bianca o rossa preferiscono (nel senso
migliorativo) questa o quella formulazione. In termini brevi,
il risultato sonoro ottimale è per copie in High-Magenta
che "soddisfano" le caratteristiche specifiche di
lettura per entrambi i lettori. Le copie in "Silver"
penalizzano i lettori a luce rossa, le copie in "Cyan"
quelli a luce bianca. La penalizzazione agisce sul livello
e la qualità di riproduzione intesa come distorsione,
linearità e fruscio.
3. L'allestimento e la registrazione di una colonna
monoaurale cinematografica.
La sala di mixage.
Dovrebbe avere di base caratteristiche di ascolto di tipo
cinematografico, suono posizionato dietro lo schermo, diffusione
di tipologia anch'essa cinematografica - ossia dotata di altoparlante
woofer e un tweeter - e di una sala di tipo cinematografico
- più assorbente che riverberante.
La distanza tra consolle e schermo dovrebbe essere di almeno
5m. E' ovvio che il sistema di ascolto deve essere equalizzato
in conformità allo standard "Academy" descritto
al paragrafo 1.
Lo schermo ovviamente dovrebbe essere del tipo microforato.
Il livello di ascolto dovrebbe essere tale che un segnale
pink-noise uscente dalla consolle ad una livello pari al 50%
della modulazione massima e passante attraverso una filtratura
compresa tra 60/80Hz e 8/10KHz sia di circa 85dB (C) spl slow.
Uno schermo grande facilita con questo livello di ascolto
un miglior bilanciamento dinamico tra parlato, musica e effetti.
Su questo tipo di schermo si dovrebbe lavorare con immagini
che scorrono a 24 fotogrammi al secondo anche se si usano
supporti e proiezioni video EBU a 25 fotogrammi al secondo.
Lavorare con immagine e suoni a 25 fotogrammi al secondo genererà
sorprese quando al cinema si ascolterà a 24 fotogrammi
al secondo specialmente su voci basse e suoni vibrati o cantanti.
Sono da evitare ascolti con impianti HiFi specialmente se
di ottima qualità ed in posizionamento stereo ai lati
dello schermo, perché il riscontro con la sala cinematografica
sarà poi molto penalizzante. Un altoparlantino che
lavora con una curva di risposta simile alla Academy è
lo Yamaha SN10 normalmente usato negli studi musicali come
monitor di controllo casalingo. Attenzione che sotto i 100
Hz questo altoparlante non dà nulla e quindi si può
gravare la modulazione con segnali che non si sentono e che
poi al cinema risulteranno sovraccaricati.
Se la dinamica dell'ottico mono è sui 45dB, un ascolto
a livello basso può far ridurre la dinamica dei suoni
registrati sino a 25dB (come rapporto dialogo-musica-effetti
e sino a 60dB se il livello di ascolto è troppo forte.
Utilizzando studi piccoli con proiezioni su video monitor
a livelli medi e con immagini che scorrono a 25 fotogrammi
al secondo, il bilancio dinamico tra parlato, musica ed effetti
sarà molto ridotto ed al cinema suonerà tutto
più forte e come compresso con maggiori difficoltà
di comprensione specie in conseguenza di un maggiore effetto
di mascheramento sonoro già insito in una configurazione
di sistema monoaurale.
E' molto importante che all'inizio del mixage venga registrato
un segnale di 1 KHz al livello che si identifica al 50% del
valore massimo, ossia 6dB sotto il valore massimo che può
essere rappresentato dalla indicazione 0db VU di un VU meter
se disponibile, oppure a -20dB-DFS di una consolle digitale
se il suo livello di uscita 100% sia o si stabilisca a -14dB
DFS; oppure altri valori con le medesime considerazioni.
E' altrettanto importante che la corretta indicazione della
presenza di questo segnale venga riportata sulla etichetta
del supporto del mix con la dicitura :
- "segnale 1KHz registrato al 50% della Modulazione massima".
Ovviamente con questa scritta il Fonico prende l'impegno di
non superare nel corso del mix questo valore massimo e dovrà
prendersi cura di allestire in uscita alla consolle il filtro
di banda prima accennato seguito da un limitatore che assicuri
il non superamento del valore massimo.
Questo eviterà che chi trascriva su negativo il mixage
introduca nuovamente un altro limitatore con conseguente ulteriore
limitazione o compressione, oppure riduca la registrazione
del livello del film di 4-6dB per evitare probabili tosature
elettriche o meccaniche del segnale e distorsioni conseguenti.
Ricordarsi che chi trascrive su ottico non conosce il film
e non può passare tutto il film guardando se le modulazioni
superino il 100% o meno.
La presenza di un limitatore 10:1 - 20:1 (preferibile a quella
di un compressore 5:1) alla uscita della consolle richiede
una taratura del punto di intervento automatico all'incirca
posizionato 3dB sopra il valore del 100% di modulazione, con
un tempo di attacco e rilascio compreso tra i 200 e 400 msec.
Fare però attenzione che i suoni di oggi sono già
compressi a monte a più riprese (radiomicrofoni, computer,
mix musicali, doppiaggi, etc) e questo annulla in parte l'effetto
del limitatore. In questo caso spostare il livello di intervento
solo di 1,5-2dB sopra il valore del 100% di modulazione. Questo
livello va cercato con un segnale a frequenza 1KHz.
Durante la trascrizione su negativo viene normalmente inserito
un filtro che compensa le perdite di "alte frequenze"
abituali nel processamento di stampa. Questo filtro aumenta
le alte frequenze durante il trasferimento . Se il mixage
arriva per conto suo già "carico" di alte
frequenze , queste saranno registrate "tosate" e
quindi distorte e saranno perfettamente stampate sulle copie:
il problema non è di stampa ma di allestimento.
Questa considerazione, come quelle sulla limitata banda di
alte frequenze disponibili in questo formato cinematografico,
fa pensare che un suono "mono cinema" è preferibile
sia basato sul "corpo" dei suoni anziché
sulla bellezza della sola trasparenza che il sistema non può
dare, mentre invece non ha problemi a riproporre segnali nel
campo spettrale opposto.
Una precauzione interessante è inserire nella catena
del dialogo un de-essing ma non in maniera così drastica
da ridurre le "s" in " f ".
La bravura del fonico sta nel preparare il suono in questo
modo, sia nella scelta dei suoni (un grillo registrato sulla
frequenza 10KHz è inutile metterlo - meglio uno a frequenza
più bassa, così come i venti e le piogge o le
batterie musicali) che nella filtratura e dosaggio nel mixage.
La bravura sta anche nell'abituare chi lavora con lui - Regista,
Montatore, etc - al suono che si sentirà al cinema,
non nella sua sala o sul suo computer. Il lavoro diverrebbe
inutile e pericoloso.
La bravura del fonico sta anche nella capacità di
seguire il percorso del suo mixage oltre la sala mix. Farsi
fare come provino una trascrizione su negativo e relativa
stampa "solo colonna" di 100 metri di un tratto
iniziale del mixage con musica e parlato, e ascoltarlo in
un cinema, può servire a capire come indirizzare il
suo lavoro, specie se questo non è il suo lavoro abituale.
Ovviamente tutto questo processo fotografico minimale va eseguito
come se fosse la stampa di un film secondo le regole sopra
indicate. Il provino deve riportare il segnale di allineamento
al valore 50% di modulazione sopra indicato e richiedere di
avere le condizioni di trasferimento (livelli, filtri inseriti,
taratura recorder) in modo di poterli riprodurre per la trascrizione
del mixage.
La bravura del fonico sta soprattutto nel conciliare le esigenze
artistiche del Regista, le richieste o, più elegantemente
, le pretese del Montatore della Scena, del Montatore del
Suono, del Fonico di Presa Diretta, del Rumorista, del Musicista,
di alcune persone di passaggio in sala, della futura applicazione
televisiva a 25 fotogrammi al secondo, della futura applicazione
su DVD, Videocassetta, della stampa difettosa, del cinema
scarso, delle esperienze di precedenti lavori venuti così
così, di altri venuti magnificamente. Con il suo miglior
sorriso.
Comunque, il massimo della bravura del fonico, a fronte di
tutto quanto detto prima, è realizzare un mix che faccia
arrivare allo spettatore tutte quelle sensazioni sonore legate
all'immagine che alla fin fine tutti si auspicano il fonico
sia in grado di fare.
Il bravo fonico fa trovare sulla consolle un cartello con
questa scritta :
ditemi cosa volete - non cosa devo fare.
I più acidi aggiungono : altrimenti fatevelo da soli
>.
Federico Savina Roma 12.03.2002
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