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film può arrivare nella cabina di proiezione già
montato in due o più bobine oppure in parti (ogni parte
è composta da 2 rulli).
Se arriva in bobina, dentro a grosse scatole di plastica dette
cinebox, l'operatore non deve fare altro che riversare il
film sulle proprie bobine (le bobine dei magazzini sono di
plastica, spesso vecchie e difettose) oppure, se dispone di
un proiettore semiautomatico, sui piatti. Generalmente è
più facile che il film arrivi in parti, in numero di
6, ma a seconda della lunghezza del film le parti possono
essere dalle 4 alle 10 (o più!). Il proiezionista deve
quindi attaccare insieme le varie parti per formare -a seconda
del modello di proiettore utilizzato- una pellicola unica
oppure due o più tempi (due o più bobine).
Il
film in parti viene recapitato come un pacco o borsa che contiene
alcune scatole rotonde e piatte (di plastica, raramente in
metallo) ognuna contenente un rotolo di pellicola, cioè
una parte, avvolta su di un nucleo di plastica. Ogni scatola
reca di solito un'etichetta che riporta alcune indicazioni
sulle caratteristiche della pellicola:
- Titolo del film
- Numero della parte
- Caratteristiche del supporto (polyestere o triacetato)
- Formato di proiezione (numeri come 2:2,35, 1:1.66, 1:1.85
che identificano rispettivamente il cinemascope e due tipi
di formati panoramici).
- Formati sonori presenti sulla copia.
Spesso però la maggior parte di queste indicazioni
sono assenti, tranne il titolo e il numero della parte. Il
proiezionista deve perciò essere in grado di ricavare
tutte le altre informazioni attraverso un esame della copia.
La prima operazione che il proiezionista deve eseguire per
montare un film in parti, oltre ovviamente aprire le scatole,
è verificare se il capo della pellicola che ci si presenta
coincide con l'inizio o con la fine della parte. Se l'immagine
è posta a testa in giù, il rullo di pellicola
è dall'inizio o dalla testa o in testa. Se l'immagine
invece è dritta si dice che il rullo è dalla
fine o dai piedi o in coda.
Per
stabilire se un rullo si trova dai piedi o dalla testa si
possono osservare le immagini o scene, ma, poiché le
parti spesso presentano, come abbiamo visto, un'appendice
di pellicola senza scene (coda di caricamento), può
essere necessario svolgere il rullo fino a risalire alle prime
immagini, oppure regolarsi con le indicazioni stampate sulle
code stesse. E' però consigliabile regolarsi risalendo
fino alle scene perché le code possono riportare istruzioni
erronee, essere strane e fuori standard, oppure essere state
scambiate con quelle degli altri rulli.
In secondo luogo è importante stabilire se il lato
della pellicola con l'emulsione -o gelatina- si trova verso
l'esterno o verso l'interno. La pellicola infatti può
essere stata arrotolata o col lato dell'emulsione che "guarda"
verso il centro del rullo, oppure, al contrario, è
il lato lucido del film, cioè il nudo supporto, che
"guarda" verso il centro del rullo. Per stabilire
quale sia il lato con la gelatina è tradizione che
il proiezionista prenda la pellicola tra le labbra: la parte
più appiccicosa è quella con l'emulsione. Questa
operazione forse poco piacevole si può evitare inumidendosi
le dita e toccando la pellicola.

MONTAGGIO DELLE PARTI
A
seconda del tipo di proiettore utilizzato esistono sensibili
differenze nell'operazione di montaggio, ma le vedremo meglio
in dettaglio nel capitolo dedicato ai vari modelli di proiettore.
I rulli di pellicola che arrivano nelle scatole sono lunghi
massimo 600 m., quindi devono essere arrotolati sulle bobine
fisse, da 1500-400 m. adatte ai proiettori. Se si usa il sistema
di proiezione semiautomatico con caricamento a piatti, non
è detto che non torni utile in molti casi montare preliminarmente
il film su bobine, quindi descriveremo questo procedimento
come basilare; diremo che vorremo ottenere due bobine di tre
parti ciascuna, girate dalla parte della testa.
In linea di massima, le parti del film vanno attaccate tra
loro in modo che, a un rullo che si presenti dai piedi, vada
giuntato il capo di pellicola di un rullo che si presenti
dalla testa, facendo attenzione che le superfici con l'emulsione
si trovino entrambe voltate dalla stessa parte, e che anche
la colonna sonora prosegua da un rullo all'altro sullo stesso
lato, dando l'impressione di non interrompersi.
Per
fare in modo che i due lembi di pellicola si attacchino fisicamente
insieme si usa una giuntatrice che utilizza nastro adesivo
detta anche pressa Catozzo o, semplicemente, La Catozzo la
quale prende il nome dal suo inventore, Leo Catozzo, montatore
di film per conto di Federico Fellini. La Catozzo è
provvista normalmente di una lama che rende agevole tagliare
con precisione la pellicola nel punto in cui verrà
praticata la giunta. E' essenziale che la giunta sia fatta
in quadro, cioè che i fotogrammi rimangano completi
e mantengano il loro intervallo di quattro buchetti di perforazione
ciascuno.
A seconda del tipo di proiettore (e spesso del vezzo dell'operatore)
si possono usare diversi tipi di giunta:
Giunta testa a testa o 4 a 4:
la pellicola viene tagliata esattamente sulle interlinea dei
fotogrammi e viene giuntata in modo che i due capi non si
sovrappongano; è detta 4 a 4 perché ogni capo
di pellicola termina esattamente con quattro buchetti di perforazione,
cioè un intero fotogramma.
Giunta 5 a 4:
uno dei due capi di pellicola interessati dalla giunta viene
tagliato un buchetto di perforazione dopo l'interlinea, così
che il fotogramma termina con un pezzettino in più:
nella giunta i due lembi di pellicola si sovrappongono di
un intero buchetto.
Giunta 4 a 4 sormontata:
entrambi i capi di pellicola vengono tagliati un po' dopo
l'interlinea, ma comunque prima del buchetto di perforazione
successivo. I due lembi di pellicola si sormontano nel mezzo
creando spessore sull'interlinea.
Dovendo comporre due bobine, corrispondenti a due tempi del
film, stabiliremo, per esempio, che sulla prima bobina dovranno
essere montate le prime tre parti.
Per trasferire i rulli di pellicola sulle bobine si utilizza
la cosiddetta bobina smontabile, che ha la particolarità
di dividersi in due metà dentro alle quali, una volta
richiusa, andrà a posizionarsi il rullo di pellicola.
La bobina smontabile può essere normalmente usata sull'avvolgifilm.
Per procedere al montaggio vero e proprio conviene esaminare
i tre rulli dentro le scatole per vedere se si presentano
dalla testa o dai piedi; se tutte le parti si presentano dallo
stesso verso, il montaggio sarà agevole, nel caso contrario,
bisognerà girare all'avvolgifilm le parti che non si
presentano in modo conveniente. Si danno i seguenti casi:
- Tutte le parti si presentano di testa: si prende il rullo
n°1 e lo si trasferisce, grazie alla bobina smontabile,
sulla bobina fissa. Poi si mette il rullo n°2 nella
bobina smontabile, si giuntano i due capi di pellicola,
e anche il secondo rullo viene trasferito sulla bobina grande.
Idem per il rullo n°3. Si ottiene così una pellicola
unica, che si presenta dai piedi, composta di tre parti
tutte montate sulla bobina fissa. Avvolgendo la pellicola
su di un'altra bobina fissa vuota, otterremo il primo tempo
girato dalla testa.
Tutte le parti si presentano dai piedi: si trasferisce il
rullo n°3 sulla bobina fissa, poi il n°2 e infine
il n°1; la bobina del primo tempo è già
completa e dalla parte della testa.
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