| Il sistema semiautomatico
a piatti fu inventato dalla ditta tedesca Kinoton. Si può
definire semiautomatico in quanto, a differenza dei sistemi
marcia indietro, la pellicola deve essere caricata nel proiettore
ad ogni spettacolo.
Il sistema a piatti prevede l'utilizzo di un solo proiettore
per sala e di una speciale apparecchiatura costituita da tre
grandi piatti orizzontali.

Il sistema a piatti svolge la funzione delle bobine verticali
del proiettore, con la differenza che il film sta adagiato
in orizzontale su uno dei piatti. Tutte le parti che compongono
il film vengono montate insieme per formare un unico rullo
continuo, che viene fatto avvolgere su uno dei piatti.
L'inizio o testa del film si trova sempre al centro, da qui,
attraverso il centro-piatto, il capo del film viene preso,
fatto passare nel proiettore (dall'alto verso il basso), da
cui esce per agganciarsi ad un piatto di arrivo, diverso da
quello di partenza.

Il piatto di arrivo è provvisto di un anello di raccolta.

Anche nel sistema semiautomatico a piatti saranno le stagnole,
o piastrine metalliche incollate sulla pellicola, rilevate
dai sensori, a comandare determinate operazioni. Il sistema
di comando che sta a monte potrà essere computerizzato
oppure "a cavalieri", a seconda della casa costruttrice
o del modello.
Lungo il percorso del film e sul corpo dell'apparecchiatura
coi piatti, si trovano dei rulli-guida, che determinano le
circonvoluzioni del film che passa dal piatto di partenza
al proiettore e ritorna al piatto di arrivo.
Il centro piatto, o nucleo di svolgimento, viene posizionato
al centro del film sul piatto di partenza; vi sono dei rulli-guida
ed un braccio a bilanciere con una fessura al centro; il film
deve passare attraverso la fessura. Il braccio del bilanciere
comanda la velocità del piatto su cui è alloggiato;
se è tutto a destra, il piatto è fermo, se è
tutto a sinistra il piatto gira alla massima velocità
per permettere lo svolgimento della pellicola. Le anse della
pellicola, durante lo svolgimento, fanno sì che il
bilancere oscilli da destra a sinistra, regolando la velocità
del piatto in modo automatico (quando tutto funziona bene
e la pellicola non si incolla).
Nell'evoluzione di questo sistema, Kinoton ha realizzato un
nucleo di svolgimento non più a bilancere bensì
a rilevazione ottica; la pellicola passa attraverso una fessura
fissa e due rilevatori ottici sistemati, rispettivamente,
a destra e a sinistra della pellicola regolano automaticamente
la velocità del piatto rilevando gli scarti della pellicola
da una posizione perfettamente centrale.
Il sistema a piatto è detto semi-automatico perchè,
una volta che il film è stato proiettato, tutta la
pellicola si raccoglie sul piatto di arrivo, mentre quello
di partenza risulta vuoto; la pellicola deve essere caricata
in macchina ad ogni nuova proiezione. Per lo stesso motivo
il sistema è detto anche a loop aperta, ovvero ad anello
aperto, a differenza di ciò che avviene nei sistemi
automatici "a stella".
Dal piatto di arrivo, sul quale è raccolto il film,
si toglie l'anello di raccolta; le spire di pellicola al centro
sono dunque libere. Si posiziona il centro-piatto, si prende
l'inizio del film facendolo passare tra i suoi rulli e attraverso
il bilanciere, si porta la pellicola al proiettore, la si
monta in macchina lungo i rocchetti come in qualsiasi altro
proiettore, e, in uscita, si porta l'inizio film al piatto
di raccolta, agganciandolo ad un anello di raccolta che avremo,
nel frattempo, posizionato lì.
Qualsiasi piatto può funzionare, alternativamente,
da piatto di svolgimento o da piatto di raccolta, basta spostare
il centro-piatto e l'anello di raccolta.
Su questo sistema vedi anche:
Kinoton sistema a piatti ST
100/500
Cinemeccanica sistema a piatti CNR 3-35N
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