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Elettrotecnica |
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Il
Proiettore |
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| Impianti e quadri elettrici |
Sebbene,
negli ultimi tempi, l'inquadramento dell'operatore di cabina
cinematografica nell'organico dei multiplex abbia tolto a
questa figura alcune qualifiche e competenze (ci riferiamo
a tutta quell'attività di controllo e verifica degli
impianti della quale il proiezionista aveva, tradizionalente,
la responsabilità all'interno del locale), la conoscenza
degli impianti elettrici e dei quadri è spesso comunque
auspicabile, se non necessaria, in caso di malfunzionamento
dei proiettori. Un proiezionista che si trovi, magari solo,
ad affrontare un guasto in una cabina semiautomatica con diverse
macchine, potrà valutare al meglio la situazione e
di conseguenza prendere adeguate misure se possiederà
una certa conoscenza dell'impianto che sta a monte dei suoi
proiettori; in ogni caso, queste nozioni sono richieste all'esame
per ottenere il patentino di operatore cinematografico.

L'IMPIANTO ELETTRICO
Per impianto elettrico si intende l'insieme di dispositivi
elettrotecnici (cavi, quadri di distribuzione, interruttori,
teleruttori, relais, voltmetri, amperometri, trasformatori,
resistenze, etc.) che costituiscono la distribuzione dell'energia
elettrica in un locale.
Un impianto elettrico deve essere conforme a certe normative,
rigidamente prefissate, per garantire determinate prestazioni
nella massima sicurezza possibile. L'impianto deve essere
precisamente calcolato in relazione a tutti gli apparecchi
utilizzatori ad esso collegati, e messo in opera da elettricisti
qualificati che lo certificano "a regola d'arte".
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| L'impianto elettrico del
locale inizia, normalmente, da un QUADRO GENERALE al quale
arriva la corrente dalla cabina di trasformazione dell'ENEL,
sottoforma di una linea principale trifase a 400V (380 V).
Se il locale è molto grande, come per esempio i multiplex,
sarà dotato di una sua propria cabina di trasformazione
interna con linee da 20.000 V che vengono portate ai 400 V
mediante specifici quadri di trasformazione media tensione/bassa
tensione (MT/BT), che poi alimentano i vari quadri o armadi
generali di distribuzione disposti nel locale stesso.

IL QUADRO ELETTRICO
Il quadro elettrico si presenta come una specie di armadio
appoggiato al pavimento, oppure come una sorta di scatolotto
appeso alla parete; in ogni caso è spesso dotato di
un'anta di vetro apribile che lo protegge. Lo si riconosce
perchè sulla sua superficie sono incastonati diversi
interruttori e altri vari dispositivi (voltmetri, amperometri,
trasformatori etc.) che vedremo qui di seguito più
in dettaglio.
Gli armadi o quadri elettrici generali sono tutti alimentati
con tensione trifase 400V; le tre fasi vengono indicate con
le lettere R / S / T.
Grazie alla corrente trifase, il quadro è in grado
di alimentare apparecchi che funzionano con una tensione di
380 V (tensione industriale): macchine da caffè, raddrizzatori
per lampada xenon, particolari motori per esempio dell'apparato
di ventilazione, etc.)
Possiamo immaginarci queste tre fasi ognuna come un singolo
cavo elettrico che porta la corrente. Ogni fase, presa singolarmente
ed abbinata ad un cavo neutro (cioè senza corrente)
che si origina dal centro della stella di accoppiamento dei
cavi di terra, restituisce, per differenza di potenziale,
la corrente 220 V detta anche domestica, che quindi può
alimentare appropriati utilizzatori (in pratica la maggior
parte delle apparecchiature).
Gli elementi più importanti che possiamo trovare in
un quadro elettico sono:
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Il
Sonoro |
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Ottica |
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La
Proiezione |
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