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se perfezionato, reso estremamente preciso e affidabile, il
meccanismo di avanzamento a scatto del fotogramma con la croce
di Malta è rimasto invariato in poco più di
un secolo. E forse è destinato a durare ancora molto
nella proiezione cinematografica.
Solo nel 1970 si è avuta l' applicazione pratica di
un diverso sistema, tale da consentire uno scatto più
rapido e cinematismi a bassissima inerzia.
Il sistema, ideato dall' australiano Ron Jones nel 1968, ha
preso il nome di rolling loop ed è usato con il formato
I-max/Omnimax, che utilizza un film 70 mm con un fotogramma
a 15 perforazioni di passo.
La figura 1 mostra chiaramente il principio della rolling
loop (ansa scorrevole): se uno spezzone di pellicola viene
fissato, ai due estremi di una asta, mediante denti impegnati
nelle perforazioni estreme, lasciando però la pellicola
lenta, con un eccesso pari a un fotogramma, quando la loop,
che si forma a causa della lentezza, viene condotta, scorrendo,
davanti al finestrino indicato con la croce si ha un rapido
e completo cambio di fotogramma.
Nella realizzazione pratica il sistema è rappresentato
nella figura 2:
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il blocco semicircolare
esterno è fisso mentre il blocco circolare interno
ruota. Il rocchetto dentato fa avanzare continuamente il film
spingendolo tra il corpo fisso e quello mobile. Una griffa,
posta presso il finestrino di proiezione, lo trattiene bloccandolo.
Si forma così un' ansa di pellicola (loop) che rappresenta
la differenza di lunghezza tra la pellicola che entra, spinta
dal rocchetto dentato, e quella trattenuta dalla griffa, ansa
che aumenta di dimensione man mano che si avvicina alla griffa.
Il blocco circolare ha un cavo che agevola la formazione della
loop, l'accompagna e la "ricovera" durante la sua
formazione.
Quando la loop sarà arrivata presso la griffa avrà
una lunghezza esattamente pari a un fotogramma (15 perforazioni):
a quel punto la griffa si ritrarrà in modo da lasciar
libero il film e permettere lo scambio del fotogramma proiettato
con il successivo.
Al momento dello scambio si ha una breve periodo di otturazione
durante il quale il film è schiacciato su un vetro
ottico, che copre il finestrino, dalla pressione di un getto
d'aria, in modo da mantenerlo perfettamente piano durante
l' esposizione alla luce.
A questo punto l'obbiettivo lo proietta, con la potenza di
una lampada allo xenon che può andare, a seconda dell'applicazione,
da 7 a 30 Kw, su uno schermo che ha le dimensioni di un campo
da tennis.

Il sistema di svolgimento e avvolgimento del film, che, per
le dimensioni del fotogramma è sempre su bobine di
notevole diametro, è un banco orizzontale posto su
una unità separata dal proiettore. Queste operazioni
sono controllate elettronicamente in modo da mantenere costante
la tensione della pellicola al variare dei diametri delle
bobine. Il gruppo di proiezione è fisso nel sistema
Imax, mentre è mobile nel Dom Imax (Omnimax) perché,
durante la proiezione, va a posizionarsi al centro dell' emisfera-schermo,
salendo con un sistema elevatore dal piano della cabina dove
poi viene ricondotto, alla fine del rullo, per sostiuire agevolmente
il film: le figure mostrano il gruppo mentre sale dal piano
della cabina.
La pellicola, in poliestere, per assicurarne una lunga durata
dato l'alto costo delle copie, viene usata in un ambiente
quasi sterile, una cabina nella quale è assente la
polvere, in modo da evitare la formazione di rigature pericolose.
La colonna sonora non è nel film ma separata, su nastro
magnetico a 6 piste per dare un marcato effetto stereofonico
che completa l' inserimento dello spettatore in una sorta
di realtà fittizia.
Prendiamo il caso di una scena di un film sull' impresa di
Nobile, quando volle in dirigibile raggiungere il Polo Nord.
Una tempesta abbatté parte dell' astronave lasciando
alcuni uomini sul pack. La scena rappresenta l'immensa distesa
del pack, vista da una certa altezza mostrando la tenda rossa
e gli uomini al lavoro per proteggersi dal ghiaccio. A un
certo momento in un estremo dell' immagine entra in scena
un orso. Pericolo e salvezza insieme, dato che l'orso è
cattivo e può attaccare il gruppo, ma rappresenta anche
una riserva di cibo se può essere abbattuto: pericolo
e salvezza.
Una normale regia con film 35 mm avrebbe inquadrato prima
il totale, con gli uomini al lavoro sotto il puntino rosso
della tenda rossa. Poi di stacco, o con una zoommata, si vedrebbe
l' insediamento da più vicino distinguendone i particolari
in modo di riconoscere gli uomini. Si tornerebbe poi al campo
lungo per accorgersi che in un angolo è apparso un
orso: altro stacco mostre-rebbe il dettaglio della bestia,
successivi campi ravvicinati destinati alternativamente all'animale
e alle persone rendono visibili le reciproche posizioni, fino
a che a media distanza si assiste all'abbattimento dell'orso.

L'IMAX SOLIDO - (3D)
Recentemente l'Imax ha fatto un altro salto di qualità
presentando un sistema stereoscopico (3D).
Per realizzarlo nell'Imax normale (schermo piatto o quasi)
è stato necessario costruire uno speciale proiettore
che marcia alla velocità doppia del sistema standard,
esponendo alla luce alternativamente il fotogramma sinistro
e poi il destro. Il fascio di luce proveniente dall'obbiettivo
viene polarizzato alternativamente a 120° in modo che
l' immagine uscente sia destinata alternativamente una volta
all' occhio destro, l'altra a quello sinistro.
Lo spettatore utilizza degli speciali occhiali con i vetri
polarizzanti che fanno vedere ad ognuno degli occhi l' immagine
che di quello che gli compete. Fin qui nulla di particolarmente
nuovo se non la necessità di disporre di occhiali con
le superfici ottiche abbastanza grandi, tali da permettere
allo spettatore di percepire tutto il campo visivo sotto un
angolo particolarmente grande, date le dimensioni dello schermo.
Il proiettore, per il minor tempo di proiezione di ogni fotogramma,
ha la necessità di usare una doppia quantità
di luce e doppia lunghezza di film. L' investimento risulta
dunque notevolmente costoso ma l' effetto è indubbiamente
assai spettacolare..
Ovviamente il proiettore stereoscopico è anche in grado
di riprodurre immagini in 2D semplicemente dimezzando la frequenza
di scorrimento. Altre applicazioni del formato Imax sono state
realizzate in occasioni di particolari manifestazioni, dimostrando
così la flessibilità del sistema che, malgrado
sia estremamente impegnativo, sia come investimento iniziale
che come costo nella realizzazione dei film, sta avendo una
notevole diffusione nel mondo con la moltiplicazione delle
sale.

LE SALE IMAX
Dalla
prima sala Imax, costruita ad Osaka (Giappone) nel 1970, in
occasione della locale Fiera, i locali con proeizione Imax
sono aumentati vertiginosamente.
Il disegno da un'idea della conformazione media delle sale
sia Imax che Dome Imax. La loro forma esteriore si adatta
di volta in volta alla situazione edilizia del posto.
E' indubbio che sale Imax sono destinate a particolari luoghi,
siano essi centri museali, zone di congressi, esposizioni
o semplicemente zone ludiche.
Esistono nel mondo oggi molte sale Imax e Dome Imax, oltre
altre applicazioni particolari. Accordi con alcuni distributori
italiani avevano fatto prevedere la nascita di sale Imax anche
nelle nostre città. Fin' ora tuttavia gli alti costi
di costruzione e i dubbi sugli effettivi rendimenti hanno
fatto da ostacolo alla diffusione nel nostro paese.
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