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La macchina dell'IMAX
Mario Calzini

Anche se perfezionato, reso estremamente preciso e affidabile, il meccanismo di avanzamento a scatto del fotogramma con la croce di Malta è rimasto invariato in poco più di un secolo. E forse è destinato a durare ancora molto nella proiezione cinematografica.
Solo nel 1970 si è avuta l' applicazione pratica di un diverso sistema, tale da consentire uno scatto più rapido e cinematismi a bassissima inerzia.
Il sistema, ideato dall' australiano Ron Jones nel 1968, ha preso il nome di rolling loop ed è usato con il formato I-max/Omnimax, che utilizza un film 70 mm con un fotogramma a 15 perforazioni di passo.

La figura 1 mostra chiaramente il principio della rolling loop (ansa scorrevole): se uno spezzone di pellicola viene fissato, ai due estremi di una asta, mediante denti impegnati nelle perforazioni estreme, lasciando però la pellicola lenta, con un eccesso pari a un fotogramma, quando la loop, che si forma a causa della lentezza, viene condotta, scorrendo, davanti al finestrino indicato con la croce si ha un rapido e completo cambio di fotogramma.

Nella realizzazione pratica il sistema è rappresentato nella figura 2:

 


il blocco semicircolare esterno è fisso mentre il blocco circolare interno ruota. Il rocchetto dentato fa avanzare continuamente il film spingendolo tra il corpo fisso e quello mobile. Una griffa, posta presso il finestrino di proiezione, lo trattiene bloccandolo. Si forma così un' ansa di pellicola (loop) che rappresenta la differenza di lunghezza tra la pellicola che entra, spinta dal rocchetto dentato, e quella trattenuta dalla griffa, ansa che aumenta di dimensione man mano che si avvicina alla griffa.
Il blocco circolare ha un cavo che agevola la formazione della loop, l'accompagna e la "ricovera" durante la sua formazione.
Quando la loop sarà arrivata presso la griffa avrà una lunghezza esattamente pari a un fotogramma (15 perforazioni): a quel punto la griffa si ritrarrà in modo da lasciar libero il film e permettere lo scambio del fotogramma proiettato con il successivo.
Al momento dello scambio si ha una breve periodo di otturazione durante il quale il film è schiacciato su un vetro ottico, che copre il finestrino, dalla pressione di un getto d'aria, in modo da mantenerlo perfettamente piano durante l' esposizione alla luce.
A questo punto l'obbiettivo lo proietta, con la potenza di una lampada allo xenon che può andare, a seconda dell'applicazione, da 7 a 30 Kw, su uno schermo che ha le dimensioni di un campo da tennis.

Il sistema di svolgimento e avvolgimento del film, che, per le dimensioni del fotogramma è sempre su bobine di notevole diametro, è un banco orizzontale posto su una unità separata dal proiettore. Queste operazioni sono controllate elettronicamente in modo da mantenere costante la tensione della pellicola al variare dei diametri delle bobine. Il gruppo di proiezione è fisso nel sistema Imax, mentre è mobile nel Dom Imax (Omnimax) perché, durante la proiezione, va a posizionarsi al centro dell' emisfera-schermo, salendo con un sistema elevatore dal piano della cabina dove poi viene ricondotto, alla fine del rullo, per sostiuire agevolmente il film: le figure mostrano il gruppo mentre sale dal piano della cabina.


La pellicola, in poliestere, per assicurarne una lunga durata dato l'alto costo delle copie, viene usata in un ambiente quasi sterile, una cabina nella quale è assente la polvere, in modo da evitare la formazione di rigature pericolose.


La colonna sonora non è nel film ma separata, su nastro magnetico a 6 piste per dare un marcato effetto stereofonico che completa l' inserimento dello spettatore in una sorta di realtà fittizia.

Prendiamo il caso di una scena di un film sull' impresa di Nobile, quando volle in dirigibile raggiungere il Polo Nord. Una tempesta abbatté parte dell' astronave lasciando alcuni uomini sul pack. La scena rappresenta l'immensa distesa del pack, vista da una certa altezza mostrando la tenda rossa e gli uomini al lavoro per proteggersi dal ghiaccio. A un certo momento in un estremo dell' immagine entra in scena un orso. Pericolo e salvezza insieme, dato che l'orso è cattivo e può attaccare il gruppo, ma rappresenta anche una riserva di cibo se può essere abbattuto: pericolo e salvezza.
Una normale regia con film 35 mm avrebbe inquadrato prima il totale, con gli uomini al lavoro sotto il puntino rosso della tenda rossa. Poi di stacco, o con una zoommata, si vedrebbe l' insediamento da più vicino distinguendone i particolari in modo di riconoscere gli uomini. Si tornerebbe poi al campo lungo per accorgersi che in un angolo è apparso un orso: altro stacco mostre-rebbe il dettaglio della bestia, successivi campi ravvicinati destinati alternativamente all'animale e alle persone rendono visibili le reciproche posizioni, fino a che a media distanza si assiste all'abbattimento dell'orso.


L'IMAX SOLIDO - (3D)

Recentemente l'Imax ha fatto un altro salto di qualità presentando un sistema stereoscopico (3D).
Per realizzarlo nell'Imax normale (schermo piatto o quasi) è stato necessario costruire uno speciale proiettore che marcia alla velocità doppia del sistema standard, esponendo alla luce alternativamente il fotogramma sinistro e poi il destro. Il fascio di luce proveniente dall'obbiettivo viene polarizzato alternativamente a 120° in modo che l' immagine uscente sia destinata alternativamente una volta all' occhio destro, l'altra a quello sinistro.
Lo spettatore utilizza degli speciali occhiali con i vetri polarizzanti che fanno vedere ad ognuno degli occhi l' immagine che di quello che gli compete. Fin qui nulla di particolarmente nuovo se non la necessità di disporre di occhiali con le superfici ottiche abbastanza grandi, tali da permettere allo spettatore di percepire tutto il campo visivo sotto un angolo particolarmente grande, date le dimensioni dello schermo. Il proiettore, per il minor tempo di proiezione di ogni fotogramma, ha la necessità di usare una doppia quantità di luce e doppia lunghezza di film. L' investimento risulta dunque notevolmente costoso ma l' effetto è indubbiamente assai spettacolare..
Ovviamente il proiettore stereoscopico è anche in grado di riprodurre immagini in 2D semplicemente dimezzando la frequenza di scorrimento. Altre applicazioni del formato Imax sono state realizzate in occasioni di particolari manifestazioni, dimostrando così la flessibilità del sistema che, malgrado sia estremamente impegnativo, sia come investimento iniziale che come costo nella realizzazione dei film, sta avendo una notevole diffusione nel mondo con la moltiplicazione delle sale.

LE SALE IMAX

Dalla prima sala Imax, costruita ad Osaka (Giappone) nel 1970, in occasione della locale Fiera, i locali con proeizione Imax sono aumentati vertiginosamente.
Il disegno da un'idea della conformazione media delle sale sia Imax che Dome Imax. La loro forma esteriore si adatta di volta in volta alla situazione edilizia del posto.
E' indubbio che sale Imax sono destinate a particolari luoghi, siano essi centri museali, zone di congressi, esposizioni o semplicemente zone ludiche.
Esistono nel mondo oggi molte sale Imax e Dome Imax, oltre altre applicazioni particolari. Accordi con alcuni distributori italiani avevano fatto prevedere la nascita di sale Imax anche nelle nostre città. Fin' ora tuttavia gli alti costi di costruzione e i dubbi sugli effettivi rendimenti hanno fatto da ostacolo alla diffusione nel nostro paese.

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